| Dress Code |
| Scritto da master_ita | ||||||||||||||||
| Lunedì 20 Agosto 2007 01:16 | ||||||||||||||||
![]() Dal vizionario di Anastassja: (lett. 'abbigliamento codificato') E' l'insieme di regole di abbigliamento imposte, negli incontri e feste BDSM, a clienti o invitati. In Italia per dress code si intende generalmente un abbigliamento fetish (pelle nera, latex o gomma), in USA e all'estero invece, dove esistono locali SM nei quali si organizzano feste e incontri a tema, viene specificato nell'invito il genere di abbigliamento richiesto a seconda della natura dell'evento (Gorean, ageplay, fantasy, monaca ecc.). Gli anglosassoni che in molti campi sono molto più seri di noi hanno fatto del dress code una vera e propria "arte del presentarsi", noi italiani che spesso li scimmiottiami abbiamo viceversa fatto del dress code una moda. Là dove la scena bdsm è ricca e varia si è sentita la necessità di diversificare immediatamente e semplicemente i gusti ed orientamenti che caratterizzano il mondo bdsm, il dress code era la scelta più ovvia, un collare, un paio di pantaloni in pelle, una frusta ed è immediatamente mandato un messaggio a chi ci sta attorno. In Italia esiste meno questa necessità per vari motivi; per prima cosa nel nostro paese la scena bdsm difficilmente riesce a differenziarsi in sotto generi con consistenza numerica degna di questo nome e convivono fra loro tendenze molto differenti, il che non è poi sempre una cosa negativa ovviamente. In secondo luogo, direttamente derivato dal primo, spesso in Italia i praticanti in realtà prediligono più di un sotto genere sia per effettiva mancanza di alternative sia per aderire alla famosa "filosofia del 'ndo cojo cojo". Da qui si deduca che generalmente il dress code in Italia è solamente un modo per fare "selezione alla porta" come se l'indossare un collare o mettere un paio di manette nel taschino del gillet sia di per se stesso una garanzia di serietà. In realtà l'indossare in pubblico il dress code è una presa di posizione che dovrebbe garantire qualcosa, ed all'estero in parte effettivamente garantisce, se non altro un genuino interesse per la scena, difficilmente un curioso girerà per Roma o Milano con una frusta al posto della cintura. Il camerino interno che ormai è presente in quasi ogni festa (e che permette di cambiarsi agevolmente anche quando ormai si è all'interno dei locali) ha fatto cadere anche questa ultima piccola barriera di distinzione, anche il più "bardato" dei master sarà arrivato alla porta in giacca e cravatta senza rischiare alcunché camminando per strada anche nel caso di incontro fortuito con il proprio commercialista. Ma a questo punto ci potremmo chiedere a cosa serve il dress code ? Identificare un sotto genere bdsm non è un esigenza sentita nel nostro paese, la selezione alla porta non è più effettuata in questa maniera, non serve come garanzia di serietà. Probabilmente rimane la voglia di organizzatori ed ospitanti di fare "figo" con le parole "dress code obbligatorio" e poco altro. Master_ita
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Cornelius
said:
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Ho letto il tuo articolo, onestamente non mi piace e non sono daccordo con molte delle tue affermazioni. Trovo che presenti l'argomento in modo negativo e polemico. E' chiaramente una mia opinione e, come al solito, non vale un cazz...LOL. ![]() Se si parla di Dress code, si parla ovviamente di feste. Francamente sono un pò stanca di questa esterofilia su ogni argomento, come se in Italia, niente valesse la pena di essere vissuto. Il successo di alcune feste all'estero è dato proprio dal numero di persone interessate all'argomento che vive in quei luoghi. Il nostro numero di "attivisti" è veramente limitato e non spinge nessun imprenditore a investire tanti soldi per creare ambienti adatti a fare feste che, per altro, andrebbero deserte se organizzate in quel modo. Chi organizza quindi non trova facilemente i posti adatti. Potrei anche dire che se qualcuno si fosse permesso di organizzare feste (è successo e facciamo finta di no) con mega gnokke e gnokki disponibili, mezze nude e con spettacolini che rasentano l'hard, sarebbero infuriate le polemiche sui pagamenti alle stesse, favoreggiamenti vari alla prostituzione..ecc ecc. Chissa perchè, gli stessi che osannano le Prodomme estere, le condannano poi qui in Italia, per cui , anche ricreare lo stesso ambiente di certe feste sarebbe impossibile. Ma in fondo, sei cosi sicuro che l'utente fetish festaiolo medio Italiano cerca questo? E a parte questo off topic ma non troppo, mi spiace contraddirti, ma di persone che in Italia girano con abbigliamento fetish per strada, stivali particolari, frustini alla cintura, manette e quant'altro , ne vedo più di quello che affermi e anche nella mia piccola città. Ovviamente vedo più ragazzi che adulti, ma questo per la serpeggiante ipocrisia che pesa sulla nostra cultura. Devo essere sincera... piuttosto che una festa dove una persona cerca la "prestazione" con chiunque o quasi, infilandosi il simbolo di quella prestazione, preferisco una festa dove le persone presenti amano un certo tipo di lifestyle aperto e libero e puntato più sui rapporti con le persone e le loro fantasie che sulla ricerca spietata di uno strap.on. L'obbligo di Dress code in Italia ( o almeno alle feste a cui ho partecipatp io) serve a creare un minimo di atmosfera. In un luogo semibuio, con luci soffuse e attrezzature varie, vedere arrivare uno in camicia hawaiana e pantaloni gialli mi farebbe tanto ridere. E' chiaro che uno cosi non lo si lascia entrare da nessuna parte. Divagazioni a parte...... A cosa serve il Dress code? Una parte della risposta te l'ho data prima. Per giocare? No di sicuro, sappiamo tutti che il vero "gioco" è sempre privato e nel privato, si gioca anche in jeans, in grembiule o nudi. Ma tu sei sicuro che non sia semplicemente un desiderio di esibizione di una parte di se stessi e dei propri desideri? L'obbligo, secondo me, è semplicemente un alibi piacevole. Quasi tutti adoriamo indossare o vedere indossati capi fetish. Abbelliscono corpi anche non perfetti, il dress code, se creato con intelligenza, rende desiderabili e più trasgressivi, almeno nell'apparenza. Poi... so che ti terrai la tua opinione, come io la mia. Buonanotte. ![]() Zo |
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Alex_Deltoid
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Ciao Master_Ita, del tuo scritto emerge chiaro il fastidio per i costumi italiani. E questo mal dispone, come sempre fa la reiterata lamentela del "a gli altri tutto e a me niente". Secondo me gli anglosassoni sono più portati alla "compartimentazione", ovvero a segmentare la popolazione per gruppi aventi caratteristiche simili. Si assiste quindi al "quartiere gay", al "quartiere ebreo", alla "Chinatown". Al settore per famiglie (perfino a Central Park) diviso da quello per giovani, ecc. Se questo può ad alcuni apparire come un elemento di ordine, a me sembra invece un notevole impoverimento sociale. L'omologazione, alla lunga, genera noia (e serial killers). Se il dress code qui da noi si manifesta in altri modi non è senz'altro a causa della scarsa propensione italiana al making up (siamo il paese del lusso, dell'alta sartoria, del design), ma per una predisposizione alla contaminazione dei gusti, dei punti di vista e delle manifestazioni che una volta tanto andrebbe lodata e che non priva le relazioni di quella magia e imprevedibilità di cui esse si nutrono. Personalmente non avrei nessun problema a confondermi, in una festa, con persone aventi gusti diversi, modi di vestire diversi, punti di vista diversi. Anzi, riterrei la varietà un aspetto desiderabile. Un saluto, A_D |
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Barbermaster
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lo scorso w.e. ...dopo anni mi sono presentato ad una festa...in dress-code; non è ke andavo ad altre feste in hawaiana e pantaloni gialli (anke se non è l'abito ke fa il monaco,sarei sempre sadiko e perverso in hawaiana).. di solito mi presentavo a feste in abbigliamento adeguato e comodo a volte elegante,,,ma adeguato alla situazione,x rispetto a organizzatori..mi sono rifiutato di vestire "divise" di appartenenza ,cosa vissuta in feste estere(e non mi è piaciuta) fantasia portata quasi a zero e cosa fondamentale il dress -code deve "valorizzare" la persona e non ridicolizzarla( come spesso succede)..solo x rientrare nel "branco" . Di sicuro non mi metterei i pantaloni in LATEX con 3/4 kg di troppo sulle maniglie dopo bagordi natalizi ..x esempio.. pur adorando il latex!! Questo naturalmente vale x me e in pubblico..in pvt frega ricca sega(come dice toscanaccio)..,, e cmq avendo partecipato a parekkie feste..una delle cose belle del "dopo feste" è anke sentire i GOSSIP sui dress -code,sia in negativo ma anke in positivo, e devo dire nelle ultime feste PIU' POSITIVO ke negativo, anke in italia è un bel vedere alle feste!!:-))) |
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ladyextremepamela
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Mi spiace contraddirti,Zora,il dress code non può abbellire chi non lo è. Poi necessariamente la belezza è soggettiva, ma sta di fatto che bisogna essere portati per vestirsi in determinato modo. O è nella propria natura o non lo è. Un pò come dire: fumo perchè è moda. Cè chi lo fa, i mocciosetti. Ma noi è questione di vita, nasce dal nostro incoscio. Mi fa sentire forte, autoritaria e godo nel far sogezione agli altri, a prescindere dal fatto che non andrei mai in città vestità così, però certo non mi cambio nel locale quando arrivò. Bensì mi piace aprire la porta e avere tutti gli occhi puntati adosso. Non credo sia questione di moda. |
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