| Femminilizzazione: il fuori e il dentro |
| Scritto da veronica62 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 10 Novembre 2003 15:20 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Vorrei, con sorelle e amiche innanzitutto, ma anche con tutti coloro che vi fossero comunque interessati, anche solo per curiosità, condividere quello che so, o che mi sembra di aver capito, circa lo spinoso tema della femminilizzazione, altre volte evocato in questo nostro sito, soprattutto nei racconti. Ho avuto su questo tema molti scambi di vedute, in privato, con altre manettiane, in condizioni simili alla mia. A loro debbo la gran parte degli stimoli che mi hanno spinto a postare questo intervento. PREMESSA
Vorrei, con sorelle e amiche innanzitutto, ma anche con tutti coloro che vi fossero comunque interessati, anche solo per curiosità, condividere quello che so, o che mi sembra di aver capito, circa lo spinoso tema della femminilizzazione, altre volte evocato in questo nostro sito, soprattutto nei racconti. Ho avuto su questo tema molti scambi di vedute, in privato, con altre manettiane, in condizioni simili alla mia. A loro debbo la gran parte degli stimoli che mi hanno spinto a postare questo intervento. Il fuori e il dentro, allora. L'estetica, l'apparenza che ci può consentire un approccio ad una vita pubblica come donne, e il percorso interno, della "testa". Una cosa non va senza l'altra e entrambe sono parte di un processo unico. Tratterò i due aspetti separatamente solo per comodità di lettura, ma, in realtà, nell'esperienza vissuta le due cose si intrecciano strettamente e vi sono reciproche interferenze che si comprendono solo vivendole. E che sono diverse da persona a persona. Non parlerò di transessuali in senso stretto, né di travestiti. Si tratta di fenomeni importanti ma che esulano, per vari motivi, da questo scritto. Specifico però cosa intendo per "transessuali" e per "travestiti". Considero la definizione di transessuale troppo generica e spesso fuorviante. Credo che si possa e debba parlare di transessualità solo in relazione a quella che, in clinica, si definisce "transessualità primaria". I transessuali primari sono, in pratica, coloro che manifestano l'incontenibile desiderio di appartenenza al sesso opposto di quello attribuito in età infantile. Casi veri, importanti, ma che a mio avviso coprono solo una quota di minoranza tra chi si dibatte in questi problemi che, il più delle volte, si manifestano a partire dall'adolescenza e che poi si sviluppano pienamente solo in età adulta. Io credo, ad esempio, che l'operazione chirurgica all'apparato genitale sia consigliabile, cioè "sensato", solo nei casi di transessualità primaria. Che non vuol dire "transessualità genetica", anche se a volte, rarissime volte, questa possa esserne una componente. Per brevità, e a chi interessasse, rimando allo scritto di Moustapha Safouan, "Un caso di transessualià infantile", compreso nel libro "Scritti sull'Edipo", pubblicato anni fa da Garzanti, che dovreste rassegnarvi a trovare in biblioteca, perché (credo) esaurito da tempo. Non considererò neppure i travestiti, cioè coloro che, in modo saltuario, gradiscono indossare abiti del sesso opposto e il cui campo di interesse, in sostanza, si limita, al massimo, a quella che chiamavo la dimensione del "fuori". Vi sono travestiti omosessuali e travestiti eterosessuali. Per i primi il travestimento è una sollecitazione del desiderio degli uomini, in particolare di uomini con forti propensioni "fetish". I secondi sono essi stessi, in primo luogo, cultori del fetish. Si tratta, in entrambi i casi, di "celebrare" l'assenza della donna tramite la presenza di un simulacro. Si potrebbe andare più a fondo, ma voglio, invece, tornare, in quella "terra di mezzo", costituita da transessuali "secondari" e transgender, che è l'oggetto specifico del mio interesse e che costituiscono la maggior parte dei casi con cui sono venuta a contatto. IL FUORI Se si desidera fare qualcosa per migliorare il proprio corpo dal punto di vista femminile esiste un'ampia gamma di interventi possibili, che spaziano dall'estetica alla medicina alla chirurgia. E' una strada impegnativa, costosa in termini di tempo e di denaro. E' quasi inutile aggiungere che vi si rinuncia senz'altro se non si è spinte a farlo da una necessità tanto intima quanto imperiosa. La prima cosa da tenere presente è che non si deve intraprendere alcunché senza essere seguite da un'equipe specializzata, in grado di controllare passo passo quello che accade nel vostro corpo nel periodo di transizione. (E, a questo proposito, devo aggiungere che quanto scrivo vale solo in primissima approssimazione e non ha alcuna pretesa di scientificità, non essendo io un medico). Questo vale soprattutto, come è ovvio, per le cure mediche, che sono centrate sull'assunzione di ormoni femminili in associazione con progestinici e antiandrogeni. L'inizio della cura deve essere preceduto, in ogni caso, da un esame del sangue ad ampio spettro di riferimento, che fra l'altro, ha la funzione di "fotografare" l'assetto ormonale della persona prima dell'inizio della cura. Tali esami verranno ripetuti nel tempo (in media ogni sei mesi) in modo da valutare l'impatto della cura stessa e da tenere sotto controllo eventuali effetti collaterali, che l'esperienza ha dimostrato se non frequenti, sempre possibili. I principali effetti indesiderati possibili sono due: disturbi dell'apparato circolatorio, con il rischio di trombi, e adenoma dell'ipofisi (la ghiandola preposta all' "erogazione" ormonale). Si tratta di effetti collaterali che è possibile tenere sotto controllo, ed evitare, solo se si è seguiti da medici preparati. Va quindi assolutamente scartata a priori, come irresponsabile, ogni ipotesi di "autogestione" della cura stessa. Ma, oltre agli effetti collaterali possibili, ve ne è uno assolutamente certo, forse non indifferente per molti: l'indebolimento prima, e la sparizione nel lungo periodo, delle capacità erettive. Nei primi sei mesi di cura si assiste alla sparizione delle erezioni spontanee (quelle della mattina), mentre si mantiene una certa possibilità di erezione in presenza di stimolazioni. Successivamente l'erezione cessa, così come la produzione spermatica. Come si capisce è un prezzo salato, che non tutti sono disposti a pagare, e di cui si deve assolutamente tener conto. Il modo in cui i diversi fisici reagiscono alla cura è molto differenziato, da soggetto a soggetto. Ma, in linea di massima, le capacità di erezione tendono a sparire e si ha una contrazione visibile della massa scrotale. D'altra parte se si vuole vivere come donna 24/7 la cura ormonale risulta essenziale, perchè sarebbe pressoché impossibile, nel 95% dei casi, riuscire a debellare la presenza di peli (barba) sul viso. Occorre intendersi: laserterapia e elettrocoagulazione sono cure estetiche efficaci, che conducono alla diminuzione progressiva dei peli, ma solo associandole alla cura ormonale i risultati saranno definitivi o relativamente stabili, così da consentire una vera vita al femminile. D'altra parte la cura, da sola, produce un assottigliamento del pelo, ma non la sua caduta. La crescita del seno che la cura ormonale produce è differente da soggetto a soggetto (conosco una ragazza, già operata, e peraltro regolarmente sposata, che era ancora "piatta" e ha dovuto ricorrere ad una mastoplastica additiva). Tuttavia, nel giro di un paio d'anni, mediamente il seno avrà una misura di una o due taglie inferiore a quello delle femmine della famiglia. Se vostra madre e vostra sorella portano una quarta potreste arrivare a una terza, se portano una seconda potreste trovarvi ancora al palo di partenza. Oltre a ciò si assite a un certo spostamento della massa grassa dallo stomaco in direzione dei fianchi, ad un miglioramento della "grana" della pelle, ad una crescita assai più veloce e rigogliosa dei capelli. La cura è composta, come dicevo, di ormoni femminili, di progestinici e di antiandrogeni. Questi ultimi hanno la funzione di "spianare" la strada agli ormoni femminili, potenziandone gli effetti. Si tratta però della sostanza più difficile da gestire e , forse, non sempre essenziale al raggiungimento del fine. Effetto collaterale tipico dell'antiandrogeno è una tendenza alla spossatezza che, talvolta, si esprime anche come tendenza depressiva, in qualche caso accentuata. Anche qui corpi e "anime" diversi producono reazioni diverse. Dicevo che, forse, l'antiandrogeno non è sempre necessario, e gli endocrinologi stessi hanno spesso, in materia, opinioni differenti. Una parte dell'azione svolta dagli antiandrogeni viene infatti svolta anche dai progestinici (ad esempio per quello che riguarda i peli del viso), e d'altra parte occorre considerare sia l'età del soggetto che il peso corporeo, la struttura fisica, ecc. Se, ad esempio, avete ventitre anni o quarantatre, è differente la quantità di androgeni presente nel vostro corpo, e differente sarà il peso dell'azione "di contrasto" che sarà apportuno effettuare. Benché non sia consigliabile cambiare spesso composizione e dosaggio della cura, può essere opportuno, in alcuni casi, iniziare la cura associando solo ormoni e progestinici, verificarne l'impatto nei sei mesi successivi e decidere a quel punto se sia, o meno, il caso di aggiungere una quantità di antiandrogeno che andrà stabilita "ad hoc". Altra cosa su cui porre attenzione sono le cure estetiche. Vi consiglio di affidarvi a un buon centro, parlando chiaramente del vostro problema. Se potete, e in relazione alla conformazione del vostro fisico, dedicate un pò d'attenzione, oltreché ai problemi di barba, anche al corpo. Se siete sovrappeso, intraprendete un ciclo di elektrosculpture, che consiste in elettrostimolazioni della parte da trattare, linfodrenaggio e massaggi. Avrete bisogno di evitare il ristagno di liquidi che spesso la cura ormonale comporta e al tempo stesso potrete migliorare il vostro corpo dal punto di vista della presenza femminile, rendendolo più armonioso e attraente. IL DENTRO E' bene che nel corso del vostro processo di cambiamento siate aiutate a mettere ordine in voi stesse da una terapia di sostegno se vi sentite abbastanza tranquille o da una psicoterapia vera e propria in caso di problemi maggiori. Questo si rende necessario perchè gli ormoni hanno, fra l'altro, effetti psico-emozionali non piccoli, e non è detto che si sia preparate. Perchè il punto è che voi volete "diventare" donne, ma non lo siete, o, almeno, lo siete solo in parte. Rimettere in sesto e dare funzioni e modalità nuove alle proprie parti interiori non è facile. La tendenza della maggior parte di noi è quella di negare con violenza le proprie parti maschili. Che invece vanno salvate, rispettate ed inserite nel nuovo contesto di vita che avete scelto. Ma questo equilibrio è raro, e lo scombussolamento della transizione può produrre difficltà notevoli. Per avere buoni risultati, la vecchia metafora a cui le transessuali hanno sempre fatto ricorso: "sono un'anima femminile prigioniera di un corpo maschile" serve a poco, e anzi è tendenzialmente schizoide. Perchè ci induce a credere che basterà un "taglio" per ristabilire un equilibrio che la natura matrigna ci ha negato. Perché, nel suo radicale dualismo, ci impedisce di capire che il cambiamento ha fronti molteplici, mobili, da ricostruire "su misura" per ognuna. Perché, infine, ci fa credere che esista qualcosa come La Donna, a cui tendere. Ma si tratta di un fantasma. Maschile. E non ritroveremo noi stesse se, compiuto un giro tanto lungo e faticoso, ci ritrovassimo nel posizionamento "strutturale" del desiderio maschile, a misura di una negazione troppo affrettata di quanto di maschile non può non appartenerci. Il rischio maggiore è quello di non uscire da una circolarità senza sbocchi, di non riuscire ad essere, fino in fondo, "dentro" al proprio desiderio. Può essere utile per tutte leggere, in proposito, lo scritto, a mio avviso, assai acuto, di Anne Lawrence, una transessuale che si occupa anche professionalmente del problema. Il titolo è "Autoginefilia" e lo trovate sul web, anche in traduzione italiana (per esempio Autoginefilia - da Crisalide-AzioneTrans). PS: ricordo a tutte che a Roma esiste il maggior centro per la cura del percorso transessuale, il Saifip, che opera all'interno dell'ospedale S. Camillo e che si avvale di collaborazioni polispecialistiche, sia mediche che psicoterapeutiche.
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antares68
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| Grazie per aver voluto condividere quanto sopra: è la prima volta che vedo la questione espressa in maniera non banale e completa pur concentrandosi solo su parte delle nuvole in questo cielo. Vorrei essere sempre bravo ad analizzare così il mio dentro e fuori... Vincent Vega | |
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Nikita63
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Tesora, sono contenta che finalmente abbia detto la tua su un argomento che solo tu (e altre come te) puoi capire come hai giustamente scritto "dal fuori e dal dentro" senza pseudointerpretazioni filosofiche che nulla hanno a che vedere con la vita vissuta. Conoscendoti, leggendo ciò che hai scritto, ho aggiunto passi in piu verso di te e la stupenda Donna e Persona che sei. La tua cultura, i tuoi pensieri, sono per me fonte di ispirazione e di riflessione. Non ti nascondo che forse ti capisco piu di altre anche perchè nella vita ho vissuto e vivo a sprazzi, la stessa situazione ma rovesciata, quindi capisco i conflitti interni e capisco i tentativi di darsi una dimensione. Stavolta mi sei piaciuta molto e ti ho letta molto scorrevolmente ... perchè... SEI ANDATA A CAPO ahahaha... ti voglio bene.. e spero di vederti presto Niky |
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Ilaria
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| bravissima veronica! il tuo e' uno splendido articolo, completo e facilmente leggibile anche da chi non sa nulla del mondo t*. un plauso particolare per aver evidenziato il cambiamento psicologico, oltre a quello fisico che bene o male e' piu' conosciuto. hai fatto un bellissimo lavoro, mi dispiace solo di essere un po' sparita da MM e di non averti potuto aiutare. un grandissimo bacione :* | |
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Veronica62
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Grazie, Antares68: purtroppo non è possibile trovare formule per il problema che chiamo "il dentro e il fuori". E' un rapporto che è a misura di ciascuno, ma nessuno ce lo confeziona "su misura". Dobbiamo inventarcelo, farne una creazione personale. Bisogna comunque provarci -l'alternativa è lasciarsi vivere. Nikita, ti supplico di abolire le maiuscole a me dedicate: Donna, Persona, ecc. Aspiro, come tutti del resto, a fondare un Impero, ma sono ancora distante dall'obiettivo. Nel caso, però, un posto da Gran Ciambellana, con licenza di maiuscola, non te lo leva nessuno. Bacio Ilaria, la voglia di scrivere me l'hai data tu più di tutti, costringendomi a ripensare a un sacco di cose che ci riguardano. Su tante cose occorrerà tornare sopra. Come vedi non ho parlato di androginia, ma non ho dimenticato affatto tutto quello che ci siamo dette in proposito. Un abbraccio |
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Dolcedomina
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Veronica che dirti? Sai cosa penso, di te, del tuo cammino, di quello che sei. Un unica parola per definirti "Speciale"... per il cuore che hai sempre dimostrato di possedere, al di là delle apparenze fisiche. Il mio è solo un gioco. Il tuo, è un cammino lungo, importante, che cambia radicalmente ogni punto di vista. Ti abbraccio forte. Sai che se serve... :** |
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zorba_29
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kontemasok
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... carissima Veronica intanto complimenti per come hai saputo trattare un argomento di tale spessore, volevo solo aggiungere una informazione per quanto concerne il "dopo" riferito aime' alla burocrazia documentale,come ben sai osteggiata in molti paesi, per il riconoscimento del nuovo stato. Proprio ieri su una radio privata ho saputo che e' stato aperto uno sportello presso la CGIL per aiutare le persone intenzionate ad ottenere il cambio del nome e del sesso sui documenti ufficiali, inoltre Rifondazione sta proponendo un disegno di legge in questa direzione. |
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vasti
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| ciao veronica ,io ho dovuto aspettare 30 anni per poter incominciare a cambiare il mio aspetto ho fatto sia la cura ormonale sia la depilazione definitiva ma purtroppo il mio aspetto rimane maschile;anche se fin dall' età di 12 anni ho incominciato ad indossare biancheria intima femminile, ma ai miei tempi era difficile uscire anche solo marginalmente allo scoperto, quindi è con immenso piacere che ho letto il tuo articolo nel quale mi rispecchio quasi totalmente. in quanto, a parte l'aspetto dell' atto sessuale, sono attratta dal genere femminile . un abbraccio vasti | |
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Veronica62
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Grazie a tutti, per prima cosa. Dolce, non sottovalutare i tuoi "giochi", sarei andata più veloce se, all'età giusta, mi fosse stato possibile avere un'amica come te. i giochi, all'inizio, contano molto, perché sbloccano e fanno capire molte cose. Konte, grazie per l'apprezzamento e le informazioni. Non conosco il disegno di legge di Rifondazione. Ti sarei grata se potessi dirmi come reperirlo. Una legge, ancorché vetusta e complicata, già esiste, andrebbe solo perfezionata, a mio avviso. Soprattutto introducendo la "piccola soluzione" alla tedesca. Che consiste nella possibilità di cambiare nome proprio, adottandone uno femminile, anche senza operazione ai genitali. Ciò risolverebbe molti problemi di inserimento sociale, lavorativo, ecc. Zorba_29 grazie per avermi letta e soprattutto per la passione civile che intuisco dietro le tue parole. E infine: vasti. Non ci siamo mai scritte, ti conosco ora. So che prima era tutto più difficile, molto. Ci sono storie allucinanti. Forse pochi sanno che Romina Cecconi, una delle prime trans a essersi operata fu, in assenza di leggi in materia, mandata "al confino" dalla Toscana in un paesino calabro come persona "socialmente pericolosa", come si fa con i mafiosi. Era l'Italia democristiana degli anni '60. Certo che non era facile, tesoro mio. A te il bacio più grande. |
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Zora
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debbyge
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bebino
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Veronica62
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CometaBlu
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Di te leggo una 'serenità conquistata' ed una 'sofferenza equilibrata'...che saranno forse cose ovvie da dire, ma per me hanno un valore meno scontato dell'ovvietà.. I percorsi dell'essere umano sono estremamente affascinanti, in tutte le sue variegate espressioni... Grazie Veronica. |
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Xandra
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Veronica62
said:
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carissime, grazie. Cometa, la "sofferenza equilibrata" -quanto mi piacerebbe essere degna di questa definizione...è come dire la saggezza, ma se fossi saggia non non avrei le forze per proseguire in un cammino di cui l'unica cosa certa è il cammino stesso, mi fermerei. Se fossi saggia, inoltre, dovendo affrontare una quantità surreale di spese, non mi sarei comprata ieri uno stivale del tutto al di fuori delle mie possibilità...diciamo che lo prendo come un augurio. Xandra, in realtà l'unica parte un pochino nuova di ciò che scrivo è quella relativa alla critica della rappresentazione che spesso le trans fanno di loro stesse. Ma dubito che chi le ha in cura sia veramente interessato a questo, visto che passano il tempo a confermarle nelle loro credenze senza crederci loro stessi. Per il resto prevale la chirurgia... Baci |
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misspinkytv
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