| Sospensioni per i seni |
| Scritto da libertinolibertario | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Venerdì 26 Novembre 2004 14:28 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La sospensione per i seni è una delle pratiche S/m più controverse e discusse. Certamente è una pratica ad altissimo contenuto emotivo che pur essendo poco diffusa – o forse anche per quello - suscita parecchio interesse. Personalmente l’ho sempre vissuto come uno dei momenti di massima intensità – sia emotiva che sensoriale - nel rapporto con le mie schiave/compagne di giochi – quantomeno con quelle “anatomicamente adatte”. Nei vari siti BDSM italiani o internazionali di sospensioni per i seni se ne parla comunque poco e in maniera confusa dicendo tutto e il contrario di tutto. Tempo fa un forum su manettematte aveva cominciato a toccare il problema ma i soliti interventi inopportuni avevano troncato prematuramente la discussione. Considerata la considerevole confusione può darsi che le mie “esperienze sul campo” aiutino chi voglia provarci per la prima volta a chiarirsi un po’ le idee. Possono farlo tutti? No. Innanzitutto vanno escluse persone che abbiano patologie in corso, protesi (che correrebbero il forte rischio di spostarsi) o che siano state operate di recente. Anche escluse queste eventualità non tutti i seni sono adatti. E non si tratta solo di una questione di dimensioni. Non basta che siano grossi abbastanza da offrire una buona presa alle corde. Si tratta di reggere un carico – e dunque una trazione – notevole. Dipende dal tipo di pelle, dalla dimensioni della ghiandola, dal posizionamento della parte grassa, dalla larghezza della base, dalla tonicità del tessuto muscolare sottostante il seno, etc. Idealmente dovrebbe essere solo la pelle a sopportare la trazione (in questo caso non ci sarebbero problemi) ma in pratica vengono sempre coinvolti in qualche misura anche gli altri tessuti dunque bisogna tenerne conto. Naturalmente a parità di caratteristiche del seno una schiava più leggera sarà avvantaggiata ma - quantomeno entro certi limiti – il peso non è un impedimento. Con l'esperienza si dovrebbe raggiungere una buona capacità di valutare la situazione ma per chi sia alle prime armi o comunque quando si pratichi la sospensione ad una schiava per la prima volta è saggio andare per gradi. A meno che la schiava non abbia già avuto parecchie esperienze (di cui fare tesoro) preferisco partire con sospensioni parziali. Per esempio lasciando la schiava sulla punta dei piedi (alla lunga i polpacci si stancano e il peso si sposta progressivamente sempre più sulle tette per cui occhio a non distrarsi ...). In alternativa si può optare per una sospensione mista, per esempio ripartire il peso tra tette e gambe o tette e polsi (sempre con attenzione perché le sospensioni per i polsi sono sempre estremamente critiche e causano danni molto più facilmente di quelle per le tette). Comunque evitando sempre gli strappi. Se volete usare sessualmente la vostra schiava mentre è appesa per le tette una sospensione mista permette tempi decisamente più lunghi, non vi costringe a performance “da coniglio” ed è molto più facile che ci sia il tempo di un orgasmo anche per lei (sì lo so che è la vostra schiava, vi adora e la sua unica aspirazione e desiderio è di compiacere il suo Signore e Padrone, però se ci scappa un orgasmo mentre è nel “sub space” scommetto che la ritroverete ancora più motivata ad adorarvi etc, etc. ) quanto meno avrà più tempo per “farsi” di endorfine. Corde e legature E’ bene sceglierle molto morbide e non troppo sottili. Corde troppo sottili tenderanno a "tagliare" pericolosamente. Corde troppo dure potranno causare abrasioni vistose e renderanno più difficile fare una legatura efficace. Personalmente uso corde fra gli 8 e i 10 mm di cotone o di sintetico mooolto morbido o anche strisce di stoffa preparate appositamente, a seconda dei casi e ... delle tette. Di solito trovare “la corda perfetta” richiede qualche prova. Ma immagino che questo non vi dispiaccia ;-) State attenti a ripartire bene il carico su entrambi i seni e controllate la tenuta delle corde tirando con forza manualmente (ahi!!!) prima di affidar loro la vostra preziosa schiava. Se le corde tendono a scivolare rifate le legature più strette :-) Le strisce di stoffa tendono a scivolare meno ma assicuratevi che siano sufficientemente robuste da reggere il peso senza strapparsi e ... con sufficiente margine di sicurezza per resistere a tutti i movimenti che potranno capitare durante la “seduta” (o dovrei dire “l’appesa”?) Se continuano a darvi dei dubbi sulla loro tenuta conviene usare delle legature di sicurezza che garantiscano la stabilità delle legature principali, per esempio potremo usare un "bikini harness" o uno “shinju” e praticare le legature per la sospensione dietro a quelle del bikini o dello shinju. Si tende a sollecitare di più i tessuti interni del seno ma si evita il rischio che la vostra volenterosa amica si ritrovi sospesa per una tetta sola. Eventualmente si può aggiungere un'ulteriore corda di sicurezza (per esempio legata in vita) se abbiamo dubbi sulla stabilità della legatura usata per la sospensione. Una caduta è un'eventualità improbabile ma, specie se la schiava è legata da un bondage più o meno completo, potrebbe avere effetti parecchio pericolosi. Per cui sono certo che farete tutto il possibile per far sì che la vostra adorante compagna di giochi se ne vada sulle sue gambe quando la “seduta” sarà finita. Come realizzare la sospensione Corde e carrucole fanno sicuramente una gran bella scena, però sono un po’ macchinose da mettere in opera, a meno di non disporre di uno spazio attrezzato appositamente. La cosa più semplice è far salire la “sospendenda” su uno sgabellino o qualcosa di simile e poi farla scendere lentamente in modo che il peso si sposti dolcemente sulle tette. Evitate discese brusche che potrebbero danneggiare facilmente i tessuti interni del seno. Le carrucole sono decisamente più scomode in fase di sollevamento e soprattutto di fissaggio ma permettono di gestire molto più facilmente l’altezza da terra variandola a piacimento durante la sospensione. Comunque con un po’ di attrezzatura supplementare anche il fissaggio delle corde può risultare abbastanza semplice. Inutile che vi ricordi che la circolazione sanguigna viene bloccata e che dunque la legatura va tenuta per un tempo limitato, questo lo sanno proprio tutti. Huston c’è un problema! Ovvero: sbagliando si impara, ma quando si impara dagli errori degli altri è meglio. Personalmente la situazione peggiore (e in effetti l’unica realmente critica) mi è capitata 12 o 13 anni fa (o saranno stati 14? comunque poco importa). La mia compagna di giochi – che ha le mani legate dietro la schiena - obbedisce in maniera un po’ troppo entusiastica e decisamente maldestra al mio ordine di scendere dallo sgabello. Risultato: lo sgabello si rovescia, la ragazza “precipita” per una ventina di centimetri e sviene per il dolore. “Oddio, e chi ci aveva pensato a una cosa del genere, e adesso che faccio?” La classica spruzzata d’acqua sulla faccia (che nei film funziona sempre) non risveglia la bella appesa. Armeggio cercando di liberarla tenendola sollevata con un braccio intorno alla vita di quel tanto che basta da riuscire a sciogliere i nodi con l'altra mano, ma non riesco a sciogliere i nodi che la reggono alla trave di sostegno. Allora provo ad allentare le corde intorno alle tette e riesco a liberarne una ma non riesco a fare lo stesso con l’altra: le corde sono troppo strette e una mano sola non basta. Dalla padella nella brace: la mia preziosa complice continua a essere svenuta e io comincio a essere stanco. E se la mollo resta sospesa per una tetta sola. Ho paura che questo sia anche peggio del “volo” di poco prima o che comunque ne amplifichi le eventuali conseguenze. Dopo alcuni attimi di quasi panico mi ricordo di avere nella tasca dei pantaloni un coltellino multiuso. Il piccolo problema è che sono senza pantaloni! Per fortuna non sono lontani e riesco in qualche modo a raggiungerli senza mollare il “carico”. Estratto il coltellino e risolto il problema di aprirlo il gioco è fatto: basta tagliare la corda e tutto torna facile, la mia amica una volta adagiata a terra e sollevatele le gambe si riprende quasi immediatamente, prima ancora che abbia il tempo di sciogliere la legatura intorno al secondo seno. Fortunatamente l’unica conseguenza dell’avventura sono stati dei segni viola decisamente più intensi e duraturi del solito. Morale della favola fate in modo da avere sempre una forbice o un coltello realmente a portata di mano e in buona efficienza! E’ inutile dire che da allora ci sto decisamente attento!! Segni Nella maggior parte dei casi le corde lasceranno segni più o meno evidenti a seconda delle corde usate, della presa sulla pelle, della resistenza dei capillari nella pelle stessa, del peso della persona sospesa, etc. Se non siete fra quelli che li apprezzano o avete esigenza di ridurne al minimo durata e visibilità vi conviene usare delle strisce di stoffa piuttosto che le corde, distribuiscono più uniformemente il carico e segnano molto meno, a volte non segnano affatto. A questo punto non mi resta che augurarvi buon divertimento. Se qualcuno avesse dubbi o quesiti ulteriori chieda pure e – per quel che sono le mie esperienze – proverò a rispondergli. Ma non abbia troppa fretta perchè non sempre ho il tempo di collegarmi. LL
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MINT of Xant
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| Mah, sono d'accordo con i perplessi, ho solo visto la pratica in alcune vecchie cassette tedesche, non so se qualcuno ricorda "suspended" con la famosa mora appesA per i seni. Video molto hard. Non proverei dal vero mi sembra complesso e molto a rischio. Basta veramente poco per provocare un disastro. Mi piace giocare con la massima tranquillità, non vorrei dover tenere d'occhio, le tette, le forbici, le corde, lo sgabello, la slave, il microclima ecc ecc... | |
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lamelamara
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PiccolaLuce
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Ciao a tutti, a me e' sembrato che libertinolibertario si raccomandasse di fare molta attenzione e che non consigliasse a tutti di praticare. Tutt'altro. Il raccontare la sua esperienza personale (e ti ringrazio libertinolibertario per averlo fatto), cosi dura, forse puo' far renedere conto dei reali rischi. Apprezzo quindi la sua capacita' di mettersi in gioco, l'autocritica, e la disponibilita' ad aiutare gli altri. Ciscuno di noi, proprio alla luce del racconto, potra' poi decidere se praticare oppure no. Rimane una pratica hard, forte, che puo' piacere come no. Io comunque trovo positivo postare articoli di questo genere e non mi piace che vengano stroncati. E' la mia opinione. Ciao p.l. |
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sa_and_ma
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Non voglio fare, come al solito, il rompicoglioni portasfiga..... però qui si sta parlando di una pratica rischiosissima che può portare a gravi danni di tutti i tipi: 1) lesioni interne della ghiandola mammaria 2) lesioni di scollamento della cute dal sottocutaneo 3) emorragie o gravi ematomi per strappo delle piccole arterie e delle vene e chi più ne ha più ne metta. L'articolo è scritto in maniera da far sembrare tutto semplice, è forzatamente scherzoso e contiene delle informazioni che fanno rizzare i capelli. Un esempio: "estratto il coltellino e risolto il problema di aprirlo il gioco è fatto... ecc ecc". MA SCHERZIAMO !!!!!! e tu fai bondage estremo sperando, in caso di necessità di tagliare corde con un coltellino svizzero che tieni accuratamente chiuso in tasca????? non ho parole..... |
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PiccolaLuce
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Ciao, non vorrei esagerare, ma mi sembra di essere l'unica qui che sta leggendo proprio tutte le parole dell'articolo. I danni che possono derivare dalla sospensione, non sono esplicitati effettivamente nell'articolo, ma la premessa e' fatta in maniera che se ne intuiscono assolutamente le possibili conseguenze. C'e' scritto a chiare lettere che non tutti i seni sono adeguati, e che la scelta dipende da molti fattori. Lo stesso esempio che a te sembra tanto "divertente", fa capire la gravita' delle possibili conseguenze. Per quanto riguarda il far fronte agli imprevisti, anche qui, mi sembra che l'autore cerchi di mettere in guardia sull'indispensabilita' della preprazione degli strumenti che possono risolvere gli eventuali problemi. Il fatto che lui abbia avuto il coraggio di raccontarsi non e' da biasimare, ma anzi da incoraggiare. E spero che in tanti lo leggano, per non fare gli stessi errori! Infine, lo stile dell'articolo e' si "scherzoso", ma credo piu' per rendere scorrevole la lettura, piuttosto che per far ridere. Non trovi? Io l'ho letto tutto, senza perdere una parola e senza annoiarmi. Non e' da tutti sapere mantenere l'attenzione. Ripeto, preferirei leggere critiche costruttive o eventuali domande che permettano all'autore di esplicitare meglio alcuni aspetti. Spero di non essere l'unica. Riciao, p.l. |
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sa_and_ma
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dico che ognuno è libero di fare e di farsi fare quello che vuole... nei limiti del buon senso e della sicurezza. E qui si superano ampiamente. Già un'altra volta mi sono trovato a discutere di sospensioni per il seno con "Pusillis" chiedendogli di farci scrivere dalle slave con cui aveva fatto questo gioco.... sto ancora aspettando. Ripeto, senza alcuna paura di essere smentito, che per come è fatta la struttura del seno femminile la sospensione per il seno è una pratica estremamente pericolosa che non deve essere fatta. Poi ognuno è libero di scegliere le maniere migliori di farsi del male. A questo punto stacco la spina. Non voglio trasformare i commenti in un forum ciao |
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Ibet
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Non sono mai stata legata, figurati appesa ... non ho voce in capitolo per commentare quello che hai scritto ma ho la voglia forte di dirti qualcosa. Mi è piaciuto leggere le tue righe e in più di un passaggio mi hai fatto ridere, bada bene, non perchè ti ho trovato ridicolo, anzi, ma per come hai raccontato le tue cose. Ora, te lo dico con grande rispetto e con quel pizzico dell'ironia che credo proprio appartenga anche a te, lega con elastici la prossima volta: fantastico vedere la slave rimbalzare ... bellissima l'umiliazione del "pallonzolo" ... irrinunciabile l'idea che il "su e giù" di atavica memoria possa in qualche stranissimo modo essere utile! Non è un consiglio il mio è semplicemente dare umile sfogo alla fantasia innata che governa le mie meningi. baciottolo ... vedi ... già immagino di pallonzolare! Ibet |
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libertinolibertario
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Bene, bene. Quello che mi interessava di più era sollevare un dibattito su una pratica controversa e – in una qualche misura - direi che la cosa è riuscita. Speravo in qualche contributo da parte di persone con una qualche esperienza specifica e/o in quesiti di carattere “tecnico”, ma … non si può sempre avere tutto. Vedo comunque che, con poche lodevoli eccezioni, i commenti tendono al “negativo a priori”, ciò che è poco noto spaventa sempre di più di ciò a cui siamo abituati. M1NT: Per quanto le corde intorno ai seni debbano essere ben strette per evitare il rischio che scivolino la cosa non è poi così dolorosa, dunque escluderei rischi di svenimenti da dolore prima di aver cominciato. Quanto all’emozione, mi auguro che seguiresti il consiglio di cominciare molto gradatamente, con trazioni, e sospensioni parziali prima di procedere a una sospensione vera e propria e di valutare attentamente i risultati, dato che vi ci vorranno almeno una mezza dozzina di “sedute” prima di sentirvi sufficientemente sicuri da provare con una sospensione vera e propria. Dunque la schiava dovrebbe essere già “allenata” all’emozione. In ogni caso le corde vanno messe comunque in trazione PRIMA di far scendere la schiava dallo sgabello, così si eviteranno rischi di spostamenti di carico troppo bruschi. Sex-and-ropes: All’atto pratico una sospensione per i seni è una trazione con 25-30 Kg per parte. Non è da tutte ma …. Se si opera cum grano salis non è poi così rischioso. Quantomeno non mi è mai capitato di causare danni a nessuna delle mie compagne di giochi (e di sospensioni ne ho fatte tante) Quanto all’avere sempre forbici coltelli e tutti gli attrezzi di sicurezza a portata di mano, ovviamente sono totalmente d’accordo. Come del resto mi sembra di avere sufficientemente sottolineato già nell’articolo. Carnaruga: fra seni e testicoli può esserci qualche affinità nella “valenza emotiva” ma dal punto di vista anatomico non si somigliano manco da lontano ... Zora: Da amante dell'estetica e del corpo femminile, la trovo una pratica … praticabile :-) Forse l’hai visto fare nel modo sbagliato o sulla persona sbagliata … Severissimus e unapredadegna: a essere meno preciso c’era il rischio che qualcun altro rifacesse la stessa cazzata ... :-) :-) UGOLUGO59: Effettivamente è una pratica che richiede parecchia attenzione anche se … non è che me ne vengano in mente molte che permettano di “giocare in tutta tranquillità”. Le pratiche estreme richiedono tutte un’attenzione totale. Lamelamara: Una sola delle mie compagne di giochi è “pierciata” ai capezzoli. Trattandosi di piercing già cicatrizzati basta sfilare il gioiello. Con piercing freschi e dunque non sfilabili il rischio mi sembra del tutto inaccettabile, se le corde scivolano si rischia di strappare via tutto. PiccolaLuce: non so se sei proprio l’unica che abbia letto l’articolo per intero ma non mi sembra siate in tanti eh, eh ... Ibet: tesoro non mettermi in testa idee strane … anche perché mi sa che di volontarie per bungee jumpin’ tettonico non ne troverei molte … :-) :-) … a meno che tu non voglia dare inizio ai pallonzolamenti di persona naturalmente …. saluti LL |
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libertinolibertario
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rompicoglioni di default: certo che ti sei scelto uno strano ruolo… ma se sei contento tu … comunque prima di tacciarmi di eresia, bollarmi del marchio di infamia e condannarmi al rogo, spero vorrai soffermarti benignamente su alcune considerazioni: 1) Non ho mai detto che le sospensioni per i seni siano praticabili da tutti, anzi ho esplicitamente affermato il contrario. 2) L’incidente riportato nell’articolo è lì come esempio di comportamento sbagliato. Da non ripetere. Dunque non vedo il senso di prenderlo come esempio di passaggio agghiacciante. Comunque cose del genere capitavano più facilmente quando non c’era internet per discuterne. Allora ci si basava soprattutto su esperienze dirette o di amici che le avevano già fatte. 3) Basandomi sulle “evidenze sperimentali” raccolte in una quindicina d’anni di sospensioni “sul campo” (e penso che saremo intorno al centinaio di sospensioni praticate, poco più, poco meno) non mi riesce di ricordare nessun caso di conseguenze più gravi rispetto al caso riportato nell’articolo. Né funzionali, né estetiche. 4) Le mie compagne di giochi sono state un numero ovviamente limitato e non sufficiente per una “casistica clinica” del tutto probante, ma non solo non mi risulta che abbiano mai avuto problemi (a parte i segni, ma quelli – quando si fa S/m fanno parte delle regole del gioco) , posso aggiungere che almeno tre hanno poi allattato regolarmente. 5) Le pratiche S/m sono tutte in qualche misura pericolose. Già una “banale” fustigazione al primo sangue comporta rischi significativi. Molto probabilmente ben maggiori della sospensione per i seni. E vogliamo parlare dei pericoli di una sospensione per i polsi? Basta sbagliare qualcosa e si combinano realmente dei grossi casini. Non sto parlando di edge games tipo sospensione del respiro, blood games, etc. ma di giochi normalmente accettati e ampiamente praticati. A questo punto permettimi una domanda: Le tua voce critica, arriva dall’alto delle luminose vette di lunghe esperienze personali, vaste casistiche cliniche e copiose evidenze sperimentali? ( e in questo caso spero proprio che vorrai condividerle con tutti noi ) Oppure i tuoi anatemi giungono dai fetidi e tristi acquitrini del pregiudizio, del giudizio aprioristico e delle opinioni preconcette? (e se così fosse dovrei chiedermi cosa cavolo sono stato a perdere tempo per rispondere … ) Saluti LL |
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sa_and_ma
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Nascono dal fatto che sono un medico che conosce l'anatomia e che ho visto un seno in necrosi per legami dove le forze coinvolte erano infinitamente inferiori a quelle di una sospensione. Nascono dal fatto di sapere quali sono i piani e le forze di trazione sufficienti per disarticolare un corpo: ce lo insegna la medicina legale. Nascono dal fatto di aver visto, quando ero un giovane medico, gente che ha corso il rischio di ammazzarsi per imitare descrizioni improbabili di giochi erotici Nascono dal buon senso |
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libertinolibertario
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severissimus, come scrivevo nell'articolo, far salire la sospendenda su uno sgabello per posizionare le corde è il metodo più semplice per realizzare la sospensione. Però - come ho imparato bene in quell'occasione - bisogna sempre aver cura di mettere in tensione le corde PRIMA di far scendere la compagna di giochi dallo sgabello, così si evita il rischio di "cadute libere" come quella descritta. Credo che in quel caso non ci siano state conseguenze più che altro perchè le corde erano di nylon e piuttosto elastiche, dunque hanno leggermente attutito lo strappo. Comunque meglio evitare rischi e tensionare bene le corde prima. Non è detto che vada sempre di culo :-) Delle scarpe mooolto alte possono essere un'alternativa interessante allo sgabellino. Comunque partire sempre con sospensioni combinate prima di affrontare una sospensione solo per i seni. Ciao LL |
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Magister_Ludi
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Sono appena iscritto. Forse è OT, ma colgo l'occasione comunque per salutare chi è già di casa. Ho latto rapidamente, lo confesso. Un'insalatona e la notte di servizio mi attendono. Sono assolutamente d'accordo con il buon senso contenuto nel messaggio di sa_and_ma. Lo stesso buon senso che dovrebbe tener lontani da altre pratiche estreme come il breath control... che però io pratico. Per "distorsione professionale" non accetto i rischi ignoti. Il mio compito è quello di valutarli, scoprire se sono accettabili o inaccettabili, trovare delle misure di mitigazione che riportino quelli inaccettabili nel campo dell'accettabilità, se ne esistono, altrimenti cambiare strada. Badate bene, il "rischio" del quale parlo e quello della vita, ma non si tratta della mia (non solo) bensì delle vostre. E voi frequentemente vi fidate della mia professionalità sfidando l'energia potenziale e le sue conseguenze. Pertanto, abituato a fare brainstorming prima di avventurarmi in nuove attività operative, mi permetto di lanciare qualche riflessione pur non avendo mai praticato la sospensione per i seni. Terrei, oltre al coltello da Parà o da vela a portata di mano, lo sgabello assolutamente lontano da questo gioco. Il rischio non vale la candela. Sono certo che i paranchi siano macchinosi, ma sono il prezzo da pagare alla sicurezza. Se avessi un luogo ed una struttura dove realizzare una sospensione, potrei senz'altro agganciarvi un paranco, anziché direttamente le corde. Ne basta uno piccolo, formato da un paio di bozzelli da vela, di cui uno dotato di strozzascotte. Qualunque negoziante specializzato sarà felice di aiutarmi, alla richiesta di bozzelli in grado di reggere 200 kg. di carico e lo strozza in grado di rilasciare il carico con facilità. Potrei raccontargli che serve per sospendere in garage qualcosa che pesa la metà. Naturalmente le pulegge devono essere della misura giusta per far scorrere la corda (cima) che si ho scelto di adoperare. Non servono i bozzelli Harken, con prezzi da gioielleria, anche dei Viadana andranno bene e si pagheranno poche decine di euro per la sicurezza della propria amica. Poi, lasciandole i piedi ben piantati per terra, dopo aver ottenuto una legatura adatta, potrei cominciare gradatamente a porre in tensione il paranco. Un paranco a quattro (due bozzelli doppi) consente di ridurre di un quarto lo sforzo rispetto al peso da sollevare. Poco sforzo, e la mia amica sarebbe già sulle punte. Andrei oltre? Non lo so. Ho gradito molto l'articolo di libertinolibertario. Nella mia professione, chi ha il coraggio di confessare i propri errori, anziché nasconderli, va apprezzato. E' attraverso questo coraggio che i sistemi ad alto rischio intrinseco diviengono sempre più sicuri, senza dover necessariamente imparare da eventi tragici, che non possono essere nascosti. Ritengo che sia il comportamento più corretto ovunque, figuriamoci in quest'ambiente, dove qualche "pratica estrema" è di casa. Vi ho tediati. Come primo post sono stato un po' lungo. Spero vogliate perdonarmi ed accogliermi. ML |
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libertinolibertario
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Magister_Ludi, ricambio volentieri i saluti (a nome di tutti, credo). Per quel che mi riguarda, nonostante pratichi attivamente S/m da un abbondante quarto di secolo, il breath control è una di quelle pratiche che evito: lo considero veramente troppo rischioso, a meno di non praticarne varianti così leggere da avere un contenuto emotivo veramente basso. Per quanto riguarda il tuo commento sono d’accordo solo parzialmente. Intanto se ti fossi preso il tempo per una lettura più attenta avresti notato che l’approccio da me suggerito è ancora più graduale di quello proposto da te. E poi per quel che riguarda l’uso dello sgabello devo sottolineare che ha un grosso vantaggio: permette di lasciare il controllo della discesa – e dunque della trazione applicata – alla proprietaria delle tette. E questo di solito vuol dire una percezione di quel che sta accadendo e una velocità di reazione molto maggiore di quanto potrebbe avere anche il master più esperto. Certo possono esserci delle eccezioni – come nel caso descritto – ma come dicevo basta pretensionare adeguatamente le corde e si riduce di moltissimo il margine di errore. Poi se piacciono argani e paranchi niente vieta di abbinare le due tecniche. Ho praticato sospensioni di questo tipo veramente molte decine di volte e l’incidente descritto (che come dicevo è facilmente evitabile) è stato l’unico di un qualche rilievo. Sono assolutamente d’accordo sull’importanza fondamentale dell’evidenziare e analizzare gli errori per far si che non si ripetano e sono decisamente convinto che nascondere i propri per sembrare più fighi sia stupido, oltre ad essere un chiaro sintomo di insicurezza e inesperienza. Quanto al buon senso comune, ha bisogno di comuni esperienze per permettere una valutazione, sia pure molto approssimativa. In situazioni in cui il bagaglio di esperienze comuni manca il buon senso tende spesso a grossolani abbagli. LL |
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