| XXX - La prima milanese dello spettacolo |
| Scritto da severissimus | ||||||||||||||||||||||||||||
| Sabato 22 Febbraio 2003 20:57 | ||||||||||||||||||||||||||||
Dal nostro inviato speciale Severissimus un resoconto della prima milanese di “XXX” lo spettacolo della Fura dels Baus gia' segnalato in un articolo del 6 febbraio.
Ieri sera (20/2) si è svolta la prima milanese dello spettacolo “XXX” della Fura dels Baus, avendolo visto mi permetto di dare qualche informazione più precisa con un commento. Lo spettacolo, come è stato gia detto, è ispirato al romanzo “la filosofia nel boudoir” di de Sade messo in scena in chiave moderna: la protagonista del romanzo Eugènie è qui una giovane attrice che si presenta per il casting cinematografico alla pornostar madam Lula, a cui si associeranno poi due libertini: Dolmance ed il fratello di Lula. I tre la iniziano al libertinaggio traghettandola dalla originaria virtù al vizio, un cammino di otto tappe di progressiva depravazione. Questa trasformazione si svolge sul palcoscenico con vere e proprie scene di sesso esplicito, molto esplicito (!): orale, anale... che vengono riprese dagli stessi attori con una telecamera amatoriale e proiettate su un grande schermo posizionato alle loro spalle. Questa situazione sdoppia lo spettacolo in due eventi: quello dell’azione che si svolge sul palco fatto dagli attori in carne ed ossa, “il teatro”, e quello proiettato sullo schermo, il film “porno”, che fornisce una comoda e chiara visione dei rapporti sessuali tra gli attori. La sessualità messa in scena si avvale inoltre di protesi, di macchine idrauliche costruite per fornire piacere al corpo (e per immobilizzarlo), dell’uso di tecnologie digitali come il collegamento in tempo reale con una “vera” video-chat erotica dove la chatter soddisfa i desideri dell’attore diventato anch’esso spettatore.
Dopo una lunga sequenza di queste scene le luci si accendono sul pubblico, una mossa che sembra un monito: adesso tocca a voi “vigliacchi”, avete guardato, scrutato, osservato, dall’oscurità, la nostra perversa sessualità fino ad ora, protetti dal buio; gli attori scendono tra gli spettatori invitandoli a parlare pubblicamente della propria sessualità e dimostrarla apertamente, una richiesta che trasforma il pubblico da spettatore morbosamente(?) interessato, incuriosito in attore fortemente imbarazzato. Le diverse incursioni nel mondo reale: il pubblico, la chat, le scene tratte dalla pubblicità, vorrebbero proporre un aggancio critico ad alcuni aspetti della realtà del mondo contemporaneo ma non sembra sortiscano questo effetto. Vi è invece una fedele trasposizione della filosofia sadiana presente nel romanzo che vede nel rovesciamento dei presupposti su cui poggia la “virtu'” uno dei compimenti del processo sadico. Detto questo, a mio parere è uno spettacolo che vale la pena vedere. C’è tempo fino al 26 febbraio. Leggi l'articolo di presentazione dello spettacolo.
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Hits: 2719 Commenti (12)
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cuoio75
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| a me e a mio cuggino , il teatro non ci piaceva proprio niente , che lui diceva che il teatro era la televisione dei giovani pensionati enpals.Che poi lui diceva che da quando la fura si è addomesticata lui a quel punto preferiva Martin boadella con els joglars, che almeno non ti sporcavano di vernicePoi siccome lui è manesco ci ha dato un pugno a Franco Quadri e anche a Masolino D'Amico che però ci continuano a voler bene uguale.che è anche abbastanza amico di martone e di giorgio barberio corsetti. mha.....teatranti brutta gente | |
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nikyslv
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Ayzad
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Commenti sparsi: * Bello riempire quasi una fila di poltrone con una compagnia di allegri pervertiti. Specie se la sciura (per i non milanesi: "signora dell'alta società" di fianco a te ci è venuta per far vedere che lei è una intellettuale, e impallidisce sulla prima scena dello spettacolo.* Grandiosa la coppia che si alza dalla prima fila e scappa (e l'altra sciura che si copre naso e bocca con il fazzoletto) quando viene annunciato che in sala stanno per essere spruzzati ferormoni che abbattono ogni inibizione sessuale, per scatenare un'orgia collettiva. * Senza lanciafiamme e macchinari assassini la Fura fa un effetto strano. * Devo comprarmi un trapezio. * Fra il pubblico imbarazzato, una signora di mezz'età confessa allegramente: "Veramente io sono venuta per guardare il culo di quell'attore lì, che è proprio bello!". Una leggenda. * Ok, gli altri inserti video erano in playback... eppure io ho ancora il dubbio che la tizia se la siano inculata davvero, all'inizio. Mah. * E una volta tanto, era pure recitato bene. Ma parecchio. * Nota a me stesso: devo chiedere se nella compagnia prendono anche gente che non sa il catalano. * Povero de Sade: son passati secoli, eppure c'era ancora chi alla fine dello spettacolo aveva capito solo le porcate. * Altra nota a me stesso: sarà il caso di andarci davvero, in palestra... * Mannaggia: loro hanno tutto il filmato del cavallo e io non sono ancora riuscito a scaricarlo completamente. * Ma possibile che nessuno abbia notato che belle musiche avevano? * Certo che la mia schiava è proprio carina quando non si veste da maschiaccio... * Ma possibile che nessuno abbia notato che far pilotare uno spettacolo teatrale dagli Sms è una innovazione epocale, anche se è per finta? * I programmi di dettatura al computer non funzionano neanche nelle altre lingue, pare... * Molto meglio guardare questo spettacolo che affrontare il libro da cui è tratto. * Molto meglio averlo visto che doversi leggere le recensioni su MM. Andateci. |
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Puffetta
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Anastassja
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E certo che fa *br*, se metti i tag html per andare a capo e poi lasci selezionata l'opzione Extrans (html sul testo) Quella, che è di default, serve per andare a capo automaticamente senza bisogno di *br*; praticamente disattiva il codice html, è fatta per chi non lo sa usare. Mentre se vuoi usare l'html devi selezionare l'opzione HTML formattato.Cmq nell'incertezza basta fare l'anteprima prima di postare. A. |
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jamesellray
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Sono andato a vedere lo spettacolo venerdi sera, con mia moglie, e devo dire che mi è piaciuto quasi tutto. Bella la scenografia scarna, essenziale eppure ricca di colori, suggestioni, utilizzo di media contemporanei coniugati con i vecchi trucchi della performing art declinati al sado-maso e al sesso esplicito. Ottima e molto professionale, nel senso che gli interpreti sono molto naturali, la recitazione. Ho trovato solo un po fuori luogo, forzate, alcune sfumature (sic!) della rappresentazione, e mi riferisco al considerare 'naturale' il sesso incestuoso e la scena finale di violenza carnale alla madre. Non sono affatto un benpensante, e mi sono goduto insieme alla compagna della mia vita il resto dello spettacolo, comprese le provocazioni, gli scherzi, 'l'epàter les bourgeois' intrinseco della pièce, che in effetti ha 'epatè' un paio di imbecilli tirati a lucido seduti di fianco a noi, ma avrei evitato appunto un paio di passaggi, a mio parere non funzionali all'educazione sentimentale di una demi-vierge, e tutto sommato nemmeno divertenti....per il resto, da vedere e da ragionare anche il giorno e i giorni dopo, insomma da consumare senza fretta. |
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Ayzad
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Oops. In inglese si dice: "I stand corrected". In italiano non mi viene niente con la stessa sfumatura. Grazie anche per avermi de-BR-ato. E già che ci sono ne approfitto per un ultimo commento: * Ma quante persone saranno state, quando sul palco hanno tirato fuori il telo di plastica, a trattenersi a stento dall'urlare "Naaah! Ludovico anche qui!"? |
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Xandra
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In effetti, a tutt'oggi, non so dire se lo spettacolo mi sia piaciuto. Ho avuto come l'ipressione che stessero utilizzando scene da macellaio. L'interattività con il pubblico riempie furbamente le lacune dei tempi e dei contenuti di uno spettacolo tratto dal racconto di De Sade, racconto che anche i meno addentro conoscono. Insomma, mi fa piacere il messaggio iniziale "Un mondo migliore è possibile", ma avrei preferito che fosse stato *inoltrato* in modo forse più classico piuttosto che tramite un fallo/penna ottica infilato nella figa di una delle protagoniste. Onestamente mi è sembrato un tantino demenziale. Comunque, sì, concordo con jamesellray: c'è parecchio da rimuginarci sopra. Vale la pena vederlo e sorridere. Bella, splendida l'ultima frase che, più o meno, recita: "Non vi è giorno che passi ch'io non goda nel mettere in pratica i più efferati crimini dell'umanità". Il concetto di crimine e di dolore è frutto del confronto tra la nostra natura ed i dogmi della società. De Sade rimane, ma c'è bisogno di rappresentarlo in modo così sguaiato? |
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Wanda55
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Ehm piccolo pettegolezzo......a notizie di ieri non c'era ancora andato (ludovico) a vederlo ^_^ MasterJan ha assistito allo spettacolo e ci si è divertito una cifra, sopratutto aproffitando di alcune scene per parlare ai colleghi di sadomaso choccandoli di brutto ^_^ Io lo faccio invece (nel privato della mia casa) col regista (MasterJan) magari mi diverto pure di più... Wanda |
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Frau_Veronika_Marshall
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Frau_Veronika_Marshall
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di fianco a te ci è venuta per far vedere che lei è una intellettuale, e impallidisce sulla prima scena dello spettacolo.
Quella, che è di default, serve per andare a capo automaticamente senza bisogno di *br*; praticamente disattiva il codice html, è fatta per chi non lo sa usare. Mentre se vuoi usare l'html devi selezionare l'opzione HTML formattato.
