| Fammi quel che voglio |
| Scritto da marple | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Venerdì 19 Maggio 2006 11:52 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Ovvero, chi comanda veramente? ”Quanto e' giusto, dunque, che il sub cerchi di pilotare il proprio Dom spingendolo a punire disobbedendo, o richiedendogli pratiche gradite, o in qualche modo tenendo il controllo delle sue azioni? Quante volte, Mistress, e Master, hanno fatto qualcosa che il sub ha richiesto espressamente? Quante volte, i sub hanno chiesto per soddisfazione personale una punizione specifica, o si sono trovati a mandare segnali per ottenere quello che interessa loro? Mi chiedo se questo sia realmente affidarsi o se e' semplicemente un giocare a far finta di dominare/essere dominati...” Zia marple Credo che la base di un rapporto bdsm nasca proprio dal dovere del dominante di rendersi conto dei desideri del sottomesso: capire quanto questi desideri siano intensi. Il dominante dovrebbe essere poi in grado di modulare tempi e situazioni, riuscendo a creare una tensione in cui il sottomesso potrà, quando il dominate vorrà, vedere soddisfatte anche le proprie aspettative, ma senza sapere quando e come. Ritengo inoltre che la tensione di subire giochi che lasciano indifferenti o non gratificano, sia una tortura psicologica soddisfacente per entrambe le parti :) C'è poi l'aspetto dei limiti. Un dominante dovrebbe riuscire ad individuare il limite del proprio sub anche per le pratiche che questo trova piacevoli, e condurlo oltre, riuscendo quindi ad imporre la propria volontà anche all'interno di giochi che il sottomesso nella fase di negoziazione abbia chiaramente espresso di trovare gradevoli. Credo molto nell’aspetto consapevole che tutto ciò che si sta facendo nell'ambito di una ambientazione S/m sia una necessità di cui non si può fare a meno in nessun caso. Ogni espressione dello/a slave che suggerisca, senza diventare arrogante e sempre rispettando comunque il potere di decisione del Dom, può essere considerata adeguata al ruolo. Sta al Dom capire i segnali del sub e fargli sentire chi ha il comando. Credo sia molto bello per il sub supplicare il Dom, affinchè egli conceda una certa pratica; personalmente mi piace molto quando il Dom mi dice : "chiedimelo per favore ". Si instaura un rapporto comunque esatto sui due ruoli ma si da modo al sub di esprimersi ed al Dom di valutare le eventuali richieste. Ti svelo un piccolo trucco che trovo simpatico e molto dolce per chiedere delle pratiche: mi sono trovata a volte a desiderare qualcosa, un gioco che il Dom non aveva mai fatto. Beh, ho fatto vedere dei siti, delle foto, ed ho chiesto un parere, oppure ho scritto un racconto in cui immaginavo la protagonista alle prese con certe situazioni. Sta poi al Dom raccogliere l'invito oppure passare oltre.. Però lo trovo un modo educato di chiedere. Posto che ritengo l'onestà e l'umiltà due caratteristiche essenziali per uno slave, credo che mettendo in atto alcune piccole strategie il bdsm e i ruoli rimangono soddisfatti e validi.
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Hits: 5161 Commenti (20)
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summer67
said:
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| I sub che chiedono di aver fatto quello che vogliono loro anzichè il loro dom evidentemente non sono masochisti, ma semplicemente timidi. Non hanno il coraggio di chiedere e si nascondono dietro un atteggiamento che è sottomesso solo nella forma. E questo non è più bdsm. | |
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Cielo
said:
| Sono d'accordo con marple. Ci sono tanti modi di fare sm, mille varienti, mille sfumature. Se un sub chiede in maniera velata o magari anche esplicita qualcosa, continua ad essere sm. E' troppo facile dire "questo" non è sm quando qualcuno parla di sm in maniera diversa da quella che è la nostra idea di sm, anche perchè è dimostrato che su 100 persone che fanno sm, ci sono 100 modi diversi di intendere l'sm. L'importante è trovare un punto di intesa, ogni tanto, almeno in due. | |
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klaps
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anjuli
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Mi è capitato una sola volta di "chiedere" espressamente (naturalmente nei modi dovuti) una determinata pratica. Bè, quando il mio Dom ha accolto il mio "suggerimento" e l'ha fatta......non mi è piaciuto. L'azione in se mi piaceva e anche molto, ma non mi piacque proprio perchè gliel'avevo chiesta io.... fu come se si fosse sovvertito l'ordine naturale delle cose. Una slave non avanza richieste, e questo è quanto. Non l'ho mai più fatto. |
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schiavetto_perfetto_66
said:
| Al momento sono ancora uno "slave virtuale", nel senso che sono alla ricerca di una Mistress e perciò non so come nella realtà in effetti si possa cercare di insinuare nella mente di chi domina la richiesta velata di pratiche particolari. Mi trovo d'accordo su quanto scritto nell'articolo di Marple e rispetto e complicità li ritengo fondamentali per una giusta impostazione dei giochi sm. Non penso che chiederei, proprio perchè, il chiedere ( e magari ottenere) dalla Domina la pratica chiesta "spoglierebbe" di magia l'incertezza e la sottile magia di un equilibrio sub/Dom | |
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LaFenice
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kat
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primo mio intervento sul sito... "sento" molto questa questione, dato che mi trovo ad essere sub e a cercare di far uscire il Dom che è dentro il mio fidanzato vanilla, di farlo diventare Dom. (e lui mi sta sorprendendo: è meno vanilla di quanto credessi!!). quindi di fatto mi trovo ad essere io a spingere per fare bdsm, perchè da me sorge questo desiderio. così mi tocca chiedere, per forza. però anch'io ho sperimentato quello che dice anjuli: quando si chiede qlcs esplicitamente, non è così bello come speravi, anzi per niente. perchè non vieni dominata, non sei nelle mani dell'altro. il metodo ottimale è, anche secondo me, quello adottato da marple: suggerire, non chiedere. e aspettare che il Dom metabolizzi le idee, i limiti che abbiamo negoziato insieme, i suggerimenti, per poi proporceli/imporceli come vuole lui. o, altrimenti, supplicare, non chiedere! ;-) esempio: oggi stavamo giocando. mi aveva legata e mi stava sculacciando, e mi piaceva da pazzi. purtroppo, mi sculacciava troppo poco, volevo essere battuta di più. a un certo punto, mio malgrado, ho chiesto: "ancora". lui invece mi ha pizzicata, facendomi un male diverso da quello che mi aspettavo, e mi ha detto: "decido io quando è 'ancora'!". non avete idea della mia gioia: non mi ha dato quello che volevo -o che credevo di volere-, ma molto di più: mi ha fatto percepire la differenza di ruolo, impedendomi di dominare dal basso. magnifico! |
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marple
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Da sempre si parla del rapporto che bisogna costruire in un discorso bdsm, il feeling, la conoscenza profonda, tutti punti importanti per creare e crescere nel bdsm. Se lo slave non si racconta, non apre il suo cuore e la sua mente al Dom come far crescere il rapporto ? Non ho mai parlato di lista della spesa e nemmeno di richieste con attesa immediata di soddisfacimento; ho evidenziato che, in un rapporto bdsm, ci sono fantasie, sogni dello slave. Raccontarle con umiltà e onestà al Dom non fa forse parte di un percorso di crescita ? |
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Modesty
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il potere è sempre nelle mani della parte sottomessa. è lui o lei che porta il parte dominante ad agire/punire/ferire/consolare in questa o quell'altra maniera. fine ultimo del gioco non è il piacere, ma il momentaneo sollievo, il momento in cui viene allieviato quello che ti brucia dentro. Indovinare che cos'è e quando agire è la perfezione di tutti i rapporti - di qualunque natura essi siano. |
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anjuli
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Xandra
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unageisha
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“Chi comanda chi?” Argomento classico, e che mi ha sempre appassionato. Forse sarò noiosa, lo premetto e vi autorizzo a smettere di leggere fin da subito… :-) In ogni rapporto di coppia, sia esso di lavoro, sentimentale, di amicizia, si alternano i momenti in cui ciascuno dei componenti la coppia gioca il ruolo di dominante e di sottomesso. Questo perché, ovviamente, in ciascuno di noi c’è un po’ dell’uno e un po’ dell’altro aspetto. E, credetemi, ve lo dice una che ne ha uno MOLTO preponderante rispetto all’altro, ma che sa di avere, anche se in piccola parte, entrambi. Nei rapporti di coppia c’è quindi continuamente questo scambio di ruoli, e anche uno scambio continuo di “informazioni” fornite all’altro sui bisogni di ciascuno. Penso ai rapporti cosiddetti “vanilla”, ai rapporti capo-collaboratore, ai rapporti genitori-figli, che tutti, in un modo o nell’altro, mirano al soddisfacimento dei bisogni di entrambi. Non credo perciò che ci si possa né scandalizzare né sorprendere se, in qualche momento di un rapporto Dom-sub, i ruoli si invertono impercettibilmente e il sub fa emergere, in modo educato, gentile, umile quanto si vuole, la propria componente Dom e esprime, più o meno indirettamente, i propri bisogni. Se non sente la necessità di farlo, è molto fortunato, perché significa che il Dom è in grado di prevenirli e soddisfarli prima ancora che vengano espressi. Ma esiste nella realtà un rapporto così? :-) |
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LaFenice
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fine ultimo del gioco non è il piacere, ma il momentaneo sollievo, il momento in cui viene allieviato quello che ti brucia dentro Se il fine ultimo è alleviare quello che brucia allora siamo fuori da tutto un contesto BDSM. Capita a che a me di cercare il dolore per cacciare altro dolore, ma in quei momenti non sono schiava, sono solo una persona che cerca di non pensare a ciò che la fa stare male. Il BDSM invece rimango dell'idea che sia piacere. Io provo piacere a sentirmi sottomessa, provo piacere a sentirmi usata con tutti gli annessi e connessi. |
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Grace
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Premesso che un Dom che non vuole farsi comandare, lo non smuovi neanche con le bombe atomiche, se non c'è contesa, se non c'è un filo di "combattimento" (ecco perchè molti lo chiamano gioco), non c'è divertimento. Per carità, dire: "Sono tua, fai di me ciò che vuoi", va benissimo. Ma un po' di animo ragazzi, se no sai che palle a gestire un vegetale? |
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Robydeville
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sei molto diplomatica e saggia zia, in effetti qesti trucchi sono i migliori sia nei rapporti bdsm sia in quelli normali. Capire poi "chi usa chi" e chi ha veramente il comando non è mai semplice e non basta essere chiamati padroni per comandare davvero. ma in fondo poi conta chi comanda o conta solo la perferzione della unione dom/sub? |
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marple
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deanna
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cerco di capire domandando per es: potrebbe essere un modo da dom esercitare una punizione mentale ,rifiutare,far sentire l'altro non desiderato ,offendere senza motivo al punto di scatenare un'inadeguatezza tale da abbandonarlo disperata alzandomi dalla cena. piangere disperatamente x ore fino a che assistendo silenziosamente comincia a darmi piccoli baci consolatori carezze e dopo creare un eccitante situazione di rapporto sessuale come se fosse l'ultima volta? appagante , folle,intenso come non mai........non essendoci un motivo potrebbe essendo un "ex"master aver trovato una nuova slave "ignara" da possedere, da iniziare ,per ora "mentalmente"??? |
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skizzdizz
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Chi comanda chi? Chi usa chi? Chi ha davvero in mano le redini del gioco? A me sembrano veramente un po' discorsi di lana caprina, a ognuna di queste domande risponderei: ...ma chi se ne frega! Quando voi giocate, col vostro partner chiamate un arbitro che controlli se le regole del gioco sono rispettate? Non credo. C'è qualcuno che può fregiarsi del titolo di Dom o sub o BDSMer certificato? Non credo. Il fine ultimo del BDSM è trarne piacere, se mi sento slave e però oggi ho una voglia particolare che mi voglio togliere perché non chiedere? Starà al mio Master o Mistress accontentarmi. In un mondo perfetto non ce ne sarebbe bisogno ma sfido qualsiasi Master, anche professionista di lungo corso, ad affermare onestamente di conoscere il proprio slave tanto bene da non aver mai bisogno di suggerimenti. Poi, naturalmente, è sacrosanto quello che ha detto Kat: se fai richiesta e questa viene pedestremente eseguita ti giochi metà del piacere (se non altro quello mentale), se invece il Master ha la prontezza di intercettare il bisogno e prenderlo in contropiede allora lo stesso diniego diventa ancora più piacevole. Preciso che non ho mai praticato seriamente il BDSM e che per ora, grazie a voi e a questo, sto solo studiando la teoria... Ciao e buone sculacciate a tutti! |
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skizzdizz
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