| Vademecum |
| Scritto da manettematte | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Mercoledì 21 Giugno 2006 16:30 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() Riceviamo via e-mail e volentieri pubblichiamo il "Vademecum" di Anna. Manettiane, aprite le chiappe... Cara Amica, sono Anna, ho venti anni, e a seguito di molte domande sui rapporti anali dalle amiche e di ragazze che ho conosciuto, ho pensato di redigere questo piccolo vademecum per sfatare questo tabù e vivere una vita in armonia con se stesse, padrone del proprio corpo. Io, infatti, ho vissuto un'esperienza meravigliosa e unica, che desidero essere anche per te fonte di libertà. Dunque, è assodato che c'è molta ignoranza in merito e, alla fin fine, sono giunta alla convinzione che tutto ciò che riguarda i rapporti anali delle ragazze non ancora 18enni o vergini, E' TUTTA INVIDIA, che si possano avere stupendi orgasmi anali rimanendo ancora vergini. Io ho avuto il primo, bellissimo, rapporto anale a sedici anni. Premetto subito che, generalmente, i rapporti anali almeno le prime volte, sono un po' diversi nell'approccio. Io ho avuto la fortuna di essere stata iniziata a questi rapporti da una persona più grande di me, Lui, un maschio di 35 anni, molto attento a farmi capire i tabù della mia età, che ci sono IMPOSTI dagli altri. Ritengo, infatti, che il primo ostacolo psicologico da superare sia quello dell'irrigazione anale (si dice proprio così) da effettuarsi prima del rapporto; dovrebbe avvenire all'incirca un'ora prima, al massimo, dell'inserimento del cazzo, (dovrei dire membro ma ho superato questo tabù) nello sfintere. Queste irrigazioni, almeno le prime volte, si fanno da sole; ebbene, il mio Lui mi ha convinto a farle la prima volta INSIEME, e vi posso assicurare che già dopo un quarto d'ora che stavo con lui, nudi nella mia cameretta, mi sentivo a mio agio. Per fargli una sorpresa, la mia fichetta, compagna di tante ore di giochi, l'avevo depilata dal perineo sino alla clitoride, lasciando una piccola fascia rettangolare di pelo di due cm larga sul monte di venere. Per questo, il mio Lui disse che ero più matura dell'età anagrafica e che ero pronta ai piaceri del sesso. Tutti e due nudi in bagno, Lui con quel cazzo stupendo e io, seduta sul bordo della vasca da bagno, con il telefono della doccia svitato e la cannula che mi appoggiava sullo sfintere, dalla quale fuoriusciva il tiepido getto d'acqua che Lui mi fece entrare nello sfintere rilassato; mi è bastato tenere il cazzo duro in mano, chiudere gli occhi e spingere l'acqua fuori, per sentirmi libera via via dai tabù che c’impongono. Poi, dolcissimo, mi riappoggiava la cannula sullo sfintere che, con mia sorpresa, si era subito dilatato; mi riempiva l'ano d'acqua mentre con l'altra mano mi titillava allungandomi ritmicamente le piccole labbra della mia fica, cosa che io non avevo mai fatto. Successivamente, dopo quattro o cinque piacevoli evacuazioni, si dice proprio così, seduta sul bordo della vasca con il suo cazzo duro sempre nella mia mano, appoggiai la testa sull'altro suo braccio come fosse un tavolino; chiusi gli occhi, strinsi un attimo i denti nel momento che inserì nel mio culetto una candela di 27 mm di diametro, preventivamente bagnata di olio; il secondo tabù della mia vita si stava infrangendo; entrò con facilità, e cominciai ad assaporare sino in fondo quei momenti così meravigliosi. Poi iniziò a spingere la candela ritmicamente su e giù, sempre più dentro, mentre con una mano mi feci una cosa alla fica che lui m'insegnò in quel momento, e cioè usare il pollice l'indice e il medio, uniti sulla clitoride, ed eseguire una specie di sega, mentre con l'altra mia mano feci istintivamente una sega a Lui; alzai la testa guardandolo negli occhi: mi disse erano diventati umidi dal piacere. Rimisi la testa sul suo braccio e chiusi gli occhi, con il cuore che accelerava i battiti e sensazioni di vampate partivano da dentro il culetto e dalla fica come mai avevo provato prima, che s'irradiavano come onde sino alla testa e alle gambe. L'orgasmo venne in pochi minuti, intensissimo, lungo, e feci una cosa che mi meravigliò io stessa. Durante l'orgasmo, smisi di farmi la sega alla clitoride, spostai la mia mano più giù e presi la sua mano che manovrava la candela nel mio culetto e lo aiutai a spingere ritmicamente sempre più velocemente la candela dentro il mio culetto. Notai, infatti, che il mio sfintere, come dire, risucchiava dentro la candela, ritmicamente, trattenendola con molta forza. Dalla mia fica uscì sborrina a fiotti che bagnò le nostre mani e la candela. Una serie di getti caldi mi bagnarono il viso e le tette, segno che anche al mio Lui arrivò l'orgasmo. Rimasi così per qualche minuto, ansimante, con la testa appoggiata al suo corpo. Gli chiesi di lasciare la candela nel culo, inserita per non meno di quindici cm, e Lui mi disse che l'avrebbe ruotata come un mestolo; mi chiese di mettermi supina sul tappeto del bagno, con la testa appoggiata di lato su un cuscino, a gambe ben divaricate. Era una posizione che conoscevo bene dato che da diversi anni, sia in cameretta sai in bagno, mi mettevo in ginocchio e appoggiavo la testa sul pavimento e, a gambe ben divaricate, mi sditalinavo la fichetta, davanti allo specchio, anche quattro o cinque volte al giorno, sognando di farmi sverginare o inculare. Era la mia posizione preferita, ma questa volta era ben diverso; il mio sogno diventava realtà. Cominciò a stantuffare dolcemente la candela e insieme anche un movimento da destra a sinistra e dall'alto in basso; mi sentivo muovere tutta dentro e sentii nuove vampate di un piacere mai provato. Lui mi tirava dolcemente e ritmicamente le piccole labbra della mia fica, alternando massaggi sulle tette e i capezzoli, mai sentiti così duri.Sentivo il cazzo battermi sulle tette e sul fianco come un manganello, tanto era duro e, istintivamente, cercai di prenderlo con la mano. Gli dissi di continuare così, senza fretta, lentamente. Chiusi gli occhi, godevo... Dopo parecchi minuti, mi disse che avrebbe cambiato la candela, prendendone una più grossa, per adattarmi l'ano al diametro del suo cazzo, che era di 50 mm, che sembrava enorme. Prima di andare in bagno, infatti, ci siamo divertiti a prendere le misure con un metro da sarta. Da qualche anno già facevo pompini e seghe agli amici durante le feste di fine anno, ai compleanni o durante le vacanze, ma un cazzo così turgido che mi riempiva la mano, con quella cappella che in bocca entrava appena, mi rese un attimo dubbiosa se il mio culetto sarebbe stato in grado di accettare un cazzo così grosso. Mi tranquillizzai subito pensando alle tante attenzioni che aveva nei miei confronti come, ad esempio, l'utilizzo di candele sempre più grosse, bagnate di olio, per dilatare lo sfintere, senza chiedermi d'inserire il cazzo subito nel mio culo, e tante altre attenzioni. Estrasse la candela e prese l'altra che avevamo già preparata. Provai una sensazione di vuoto, con il desiderio immediato di riempire il canale anale di "qualcosa". Mi appoggiò sullo sfintere la candela più grossa, di 35 mm di diametro, da noi precedentemente sagomata in punta; mi disse di fare un profondo respiro, di mordere il cuscino e stringergli il cazzo. A queste parole il cuore accelerò improvvisamente e una vampata di caldo mi passò dalla testa ai piedi, mentre con l'altra mano mi smanettai furiosamente la clitoride, dicendogli di guardarmi mentre lo facevo; emisi un piccolo urlo nel momento dell'allargamento dello sfintere e, respirando profondamente, morsi il cuscino. La candela entrò e, dopo pochi secondi, il piacere prese il sopravvento. Ero sempre inginocchiata sul tappetino, testa appoggiata sul cuscino, gambe allargate, con il suo cazzo in mano che stringevo più che potevo, quasi a volergli far sentire le nuove sensazioni che provavo e, lentamente, spinse la candela per almeno quindici cm nel mio culo. Mi sentii "proprietaria" di nuove sensazioni, di un' intenso piacere di vivere. Con questa candela fu molto delicato nello spingere; gli dissi che mi piaceva. Mi chiese di alzarmi in piedi; mi alzai con le gambe un po' irrigidite e istintivamente cercai il resto della candela che fuoriusciva dal mio culo; la toccai, la mossi lentamente a destra e a sinistra, su e giù. Lui mi abbracciò, il cazzo duro mi batteva sulla pancia, mentre sentivo la mia fica più "grande" del solito; glielo dissi, e mi spiegò che l'eccitazione e l'orgasmo avevano aumentato il flusso di sangue alle grandi e piccole labbra, ingrandendole; anche la clitoride era come non l'avevo mai sentita prima, grossa come un dito mignolo. Grande, grande il mio lui.... Siamo rimasti così, in piedi e in silenzio, con la mia mano che ruotava la candela nel culo in sincronia con il mio respiro, e le sue braccia che mi stringevano tutta, facendomi assaporare momenti indimenticabili. Stavo provando tutto questo, da ragazza ancora vergine. Godevo, e mi sentivo felice, finalmente padrona di me stessa e libera, libera.. Mi aveva anticipato che la candela doveva rimanere dentro parecchi minuti affinché i muscoli dello sfintere si allargassero; gli dissi che sentivo il buco del culo come di fuoco; allora mi fece entrare nella vasca e bagnò di acqua fresca anche la mia fichetta, poi mi rimisi supina sul tappeto, testa sul cuscino, le gambe ben divaricate, schiena arcuata in basso con il culetto ben proiettato in alto, i capezzoli che strusciavano sul tappetino, perché voleva farmi una sega alla clitoride lui stesso, da dietro. Si mise di fianco e, con la mano destra, m'imprigionò la clitoride con il pollice da una parte e l'indice e il medio dall'altra; con la mano sinistra mi asciugò la fica e prese le piccole labbra, tirandole ritmicamente. Con la mano destra cominciò la sega alla clitoride mentre io muovevo scoordinata con una mano il resto della candela che fuoriusciva dal mio culo. Il cazzo mi batteva sulle tette, muovevo i fianchi a destra e a sinistra, ma lui non perdeva la presa, mentre toglieva qualche secondo la mano dalle piccole labbra, su mia richiesta, per spingere avanti e indietro la candela nel culo. Sapientemente, ritardò l'orgasmo. Arrivò potente, lungo, squassante. Sentii la sua mano sulla bocca perché urlavo dal piacere, nuove vampe partivano dalla mia fica e dal culo insieme, per sfogarsi in tutto il corpo. Mi girai di scatto, mi misi la grossa cappella del cazzo in bocca e gli feci una sega a due mani. Una serie di getti m'inondò e, per la prima volta nella mia vita, istintivamente e con una naturalezza che mi sorprese, succhiai la cappella piena di sborra come un cono gelato sciolto dal caldo; poi usai la cappella per spalmarmi gli altri fiotti di sborra sul viso, come una crema di bellezza (1). Piegai la testa in basso, sempre facendogli la sega a due mani, e altra sborra mi bagnò la schiena. Ero in ginocchio, con le natiche sui talloni, per spingere la candela dentro il culo usando il pavimento, ed avvenne un fatto strano: mi sentii perdere le forze, vidi annebbiato, mi aggrappai con tutto il peso del corpo al grosso cazzo come un appiglio improvviso, per non cadere l'indietro; deglutii la sborra e, con un filo di voce, gli dissi di sostenermi. Lui mi prese dalle ascelle, mi alzò di peso in piedi prendendomi in braccio, mi portò sul mio letto, in uno stato di piacere estremo. La candela era ancora infilata nel mio culo, gli dissi di lasciarla e di mettersi a fianco a me. Io, tutta bagnata di sborra, misi la testa sul suo petto, divaricai le gambe e gli dissi di titillare la mia fica. Gli ultimi sussulti dell'orgasmo si manifestavano con miei piccoli movimenti incontrollati. Piacere infinito, indescrivibile... Siamo rimasti stati così per almeno dieci minuti, respirando quasi affannosamente. Per la prima volta nella mia vita, avevo provato quello che si racconta nei romanzi d'amore: un' orgasmo talmente inteso da renderti semi incosciente. Ed ero ancora vergine. Il pensiero più intenso, nelle nebbie del piacere, fu quanto ero fortunata di aver incontrato un Lui desideroso di darmi quanto più piacere possibile, e che invece tante mie amiche si lamentavano perché i maschi pensano solo a toccare o farsi toccare, senza prestare attenzione al nostro piacere; anche la paura, anzi la certezza, che i maschi parlino fra di loro di noi ragazze scambiando il nostro desiderio di avere orgasmi e piacere, sia solo una disponibilità da scambiarsi fra di loro. Mi ripresi e gli dissi che mi sentivo pronta a ricevere il suo cazzo dentro il mio culo. Andammo in bagno e mi misi con i piedi, accucciata,sul bordo della vasca da bagno con le mani appoggiate sul muro, dandogli la schiena; avevo sempre la candela inserita del culo e stava uscendo piano piano, data anche la posizione. Misi una mano in mezzo alle gambe e la bloccai, muovendola nelle varie direzioni. Provavo piacere, piacere... Lui si bagnò il cazzo di olio, si mise dietro dandomi un fazzoletto da mordere. Avevo la fica bagnatissima, la sentivo gonfia e "allargata" e, istintivamente, spostai la mano fra le gambe come per proteggerla da una introduzione accidentale. Lui si accorse di questo e mi disse che facevo bene a fare ciò, almeno nel momento iniziale di spinta del cazzo dentro lo sfintere; dopo non sarebbe stato necessario. Fece uscire la candela lentamente e prima che il mio ano si richiudesse del tutto, appoggiò la grossa cappella e spinse; chiusi gli occhi, morsi il fazzoletto per non urlare, emisi un gemito scuotendo la testa a destra e sinistra, tentai di alzarmi, ma lui mi bloccò. Sentii il buco del culo come irrorato di acqua bollente, pieno di spilli, una sensazione violenta mentre lui, quasi sentendo le mie sensazioni, prese il getto d'acqua fresca e mi bagnò di acqua fresca dietro, fica compresa. Il dolore iniziale passò e mi disse che la cappella del cazzo era dentro, sparita dentro di me: controllai con la mano. Era una sensazione incredibile sentire quella grossa cappella di quel cazzo meraviglioso dentro il mio culetto, con il dolore iniziale che si attenuava via via come per incanto. Avevo le gambe irrigidite. Scesi da quella scomoda posizione dal bordo della vasca da bagno e, attenta a non far uscire la grossa cappella dal mio culetto, andammo nel mio letto, che mi aveva visto bambina, io camminando in punta dei piedi, in sincronia uno dietro l'altro. Momenti stupendi quel "trasferimento". Mi stesi di fianco sul letto, e alzando una gamba e poi l'altra, ben divaricate, mi misi di fronte a Lui; sensazione stupenda sentire il cazzo ruotare nel culo. Finalmente ci guardammo negli occhi, gambe divaricate come non mai, con la mia mano mi accarezzavo la fica, quasi a consolarla della mancata deflorazione. Adesso si trattava di spingere il cazzo per quanto mi era possibile dentro il mio culetto. Guardammo insieme fra mie gambe; mi sembrò di avere un fuoco, mentre lui me le piegò all'indietro mettendomi un cuscino sotto le natiche. Vedevo lo sfintere dilatato e il cazzo mi sembrava ancora più grande rispetto ai miei affusolati glutei e al piccolo foro d'ingresso della mia fica. E pensare che entrerà anche là, prima o poi, mi dissi…. Un piccolo colpo di reni di lui mi provocò un'ondata mista di dolore e piacere, ma sentivo anche che il piacere stava per avere il sopravvento. L'esercizio delle candele aveva fatto il suo effetto. Allungai la mano per toccare quel trofeo che stava entrando nel mio culo; lo sentivo pulsare, e anche la corona dei muscoli del mio ano li sentivo pulsare. Vita, godimento, piacere; che sensazioni bellissime stavo provando. Quanto è bello avere un uomo che pensa al tuo piacere e che t'insegna, con la sua esperienza, metodi, posizioni, consigli, al solo fine di dare più piacere che riceverne. Quanto sono diversi i ragazzi che vogliono metterlo dentro tutto e subito, senza darti tempo di godere di quei momenti... Strinsi i denti e, spinta dopo spinta, ci volle mezzora buona per farne entrare almeno la metà di cazzo. Parlammo tanto. Mi sorprese proponendomi di fargli una sega alla metà di cazzo che restava fuori dal mio culo. Gli chiesi perché voleva sborrare e non spingere il suo cazzo per quanto mi era possibile riceverlo. Sorpresa. Mi disse che voleva farmi provare una sensazione che anche le ragazze che fanno l'amore regolarmente con il culetto, raramente avevano la possibilità di provare; io ero al primo rapporto anale della mia vita e, ancora vergine, desiderava che questa sensazione l'avessi nel primo rapporto anale della mia vita. Mi spiegò che dopo la sborrata nel culo, il cazzo si "ritira" (questo lo sapevo), e l'eventuale reinserimento nell'ano avveniva quando il maschio era di nuovo pronto. Il suo intento, mi spiegò, era quello di farmi sentire la stupenda sensazione il cazzo "crescere" dentro il canale anale. Rimasi stupita, mi sembrava incredibile di poter provare, alla prima inculata della mia vita, tutte quelle sensazioni, quelle delicatezze, da vergine. Mi ritenni una ragazza molto fortunata.. Ero sempre a gambe divaricate, con le ginocchia che quasi toccavano le spalle, con il suo grosso cazzo dentro il mio culetto e ogni movimento mi generava un'onda di piacere, anche perché la mia fichetta pretendeva attenzioni; feci la sega al grosso cazzo rimasto fuori dal culetto, e il mio polso batteva esattamente sulla clitoride, mentre Lui mi palpava le tette, tirando e ruotando i capezzoli. Lui non spinse, aspettando di avere l'orgasmo. Ci guardavamo negli occhi. Non avevo mai visto in viso come un maschio si prepara all'orgasmo. Sentii il mio sfintere allagarsi ancora di più mentre veniva. Provai, finalmente, la stupenda sensazione di sentire i getti di sborra calda dentro di me. Smanettai furiosamente il cazzo anche perché il mio polso batteva esattamente sulla mia clitoride ingrossata; mi aggrappai con l'altra mano al suo collo, le mie gambe avvinghiate sulla sua schiena, lo baciai, e venni anch'io poco dopo di lui. Fiotti di sborrina uscivano dalla mia fica di 16enne... 16 anni, la prima sborrata in culo della mia vita: oltretutto da vergine. Sentii la sborra calda che dallo sfintere risaliva nelle budella, e stranamente il dolore spariva sempre più. Solo piacere, godimento, gioia di vivere... Rimanemmo in quella posizione sino alla scomparsa dei miei movimenti incontrollati del bacino dovuti all'orgasmo e le tempie che non mi martellavano più. Le grandi labbra della mia fica erano gigantesche, come mai le avevo viste. Le piccole labbra fuoriuscivano come petali di una rosa al massimo dello splendore. Un filo di sborrina usciva dalla mia fica che, libera dal pelo, lentamente, scendeva di lato sul fianco. Piacere, godimento, gioia di vivere, felicità assoluta.... Ritornai alla realtà con la sua voce. Mi disse che adesso era molto importante che i nostri movimenti fossero sincronizzati. Il cazzo, ancora dentro, si era rimpicciolito, anche perché aveva sborrato ben tre volte in poco più di un'ora, dall'inserimento della prima candela nel mio culetto; inoltre, l'uso dell'olio in aggiunta alla notevole quantità di sborra dentro li mio culetto, facilitavano la fuoriuscita. Spinse tutto dentro il mio culo, sentii il cazzo che si faceva strada nell'ultima parte del mio intestino, ora rilassato, non più sottoposto alla tremenda pressione del cazzo turgido. Ci stendemmo nel letto, ben attenti a non far fuoriuscire il cazzo, come lui desiderava. Cercammo la posizione ideale affinché il cazzo rimanesse ben inserito. Cominciammo a parlare di tutto quanto appena fatto; solo due ore prima ero una ragazza che parlava per sentito dire dei favolosi orgasmi che si potevano avere solo dopo la deflorazione della fica; quanto raro era sentire le amiche che, sverginate, avevano orgasmi tali da perdere persino i sensi. Ero una nuova persona; mi sembrava di aver fatto un lungo viaggio e di far parte di una nuova società con regole diverse. Conscia dei piaceri che il mio corpo era capace di darmi e di ricevere. Conscia del piacere di vivere. Era tutto diverso, eppure nessuno oltre a me poteva affermare che ero cambiata. Era tutto vero, e solo una cosa mia. Gli dissi questi pensieri, quello che mi passava per la testa. Mi guardò con un sorriso, felice della mia felicità. Ci baciammo a lungo... Mi disse che per eccitarsi più velocemente, oltre alla visione del mio splendido corpo di 16enne, desiderava sapere com'ero giunta alla decisione di fare l'amore preternaturale. Gli dissi che troppe persone mi limitavano e che volevo sentirmi padrona del mio corpo; sentivo l'esigenza di godere oltre gli stupendi ditalini che da anni mi facevo. Tante erano le mie amiche che dopo aver fatto l'amore, desideravano provare "TUTTO". Per eccitarlo ancora di più, gli dissi che la posizione che Lui mi aveva chiesto di assumere per l'inserimento delle candele per adattare via via il mio sfintere alle dimensioni del cazzo, era la mia preferita. Che erano anni che mi sditalinavo in quella posizione; che ero giunta alla decisione di farmi inculare per poter godere pienamente del mio corpo, anche a seguito delle confidenze di una mia amica di 20 anni, che ebbe i primi rapporti anali a 18 anni, e che da 5 anni faceva l'amore, affermandomi che i rapporti anali erano molto simili come godimento; se avesse avuto la fortuna di conoscere un maschio ben preparato e molto dolce l'avrebbe prima fatto per lo sfintere. Gli dissi delle fantasie erotiche che facevo da qualche anno. Mi guardò felice, comprendendo come quei momenti erano per me un sogno diventato realtà. Ero sopra di Lui; il cazzo che avevo dentro potevo stringerlo con i miei muscoli anali; lo feci ritmicamente, sditalinandomi la fichetta davanti a lui, mentre con l'altra mano mi strizzavo e ruotavo dolcemente i miei capezzoli. Per fargli capire che avevo imparato qualcosa anche sulla fica, mi feci una sega alla clitoride, guardandomi in mezzo alle gambe divaricate e chiedendogli se gli piaceva vedermi masturbare. Mi disse di continuare, mentre le sue mani si appoggiavano sulle mie spalle. Mise le sue contro il muro, seduto sul letto, con io sopra a gambe aperte e il cazzo inserito nel mio culo. Ero seduta su di lui, testa all'indietro, mi masturbavo, e cominciai a sentire il cazzo gonfiarsi dentro di me. Nessuno dei due si muoveva con il bacino, solo il cazzo si muoveva, invisibile, dentro di me. Il mio cuore accelerò. Mi disse di fermarmi con la sega alla clitoride. Prese le mie mani sulle sue, stringendole. Ci guardammo negli occhi, in silenzio, mentre il suo cazzo cresceva dentro di me. Era una sensazione "in crescendo", non si può descrivere. Lo sfintere cominciava ad allargarsi, mentre assumevo una posizione istintivamente eretta mentre il cazzo si drizzava e si allungava dentro di me. Quante ragazze avranno la fortuna di provare tutto ciò, pensavo dentro di me. Ci abbracciammo stretti. Mi mise con le spalle stesa sul letto con lui sopra di me. Le mie gambe erano avvinghiate sulle sua schiena. Era la posizione classica per inserire il cazzo nella fica, solo che questa volta era già inserito nel mio culo. Cominciò lentamente a stantuffare. Riapparve un po' di dolore all'ingresso del mio culetto. Sentii la grossa cappella farsi largo dentro di me. L'olio e la sborra presenti dentro il canale anale svolgevano alla perfezione la loro funzione di lubrificanti. Il piacere copriva la sensazione di "spingere" fuori il cazzo. Aspettò che fosse ben turgido. Sentire il cazzo che cresce dentro è una sensazione indescrivibile. Sentii che la grossa cappella "toccava" il fondo del canale anale. Emisi un urlo soffocato dal piacere. L'obiettivo era raggiunto. Glielo dissi con le lacrime agli occhi. Lacrime di piacere. Io, a 16 anni, stavo provando le sensazioni che solo ragazze più grandi e deflorate avevano, forse, provato. Ci baciammo. Sentivo la cappella del cazzo pulsare dentro di me; anche i miei muscoli anali pulsavano dallo sforzo di rimanere allargati ad una simile misura. In pratica il mio canale anale era come un tubo di 50 mm di diametro per buoni 20 cm lunghezza. Indescrivibile. Mi disse che si sarebbe mosso lentamente; sentii l'intero sfintere di fuoco per un attimo, poi olio e sborra fecero la loro funzione di lubrificanti. Ebbi la sensazione che parte del mio intestino fosse come risucchiata fuori dal culetto; anche il mio respiro era "diverso". Infatti, mentre Lui usciva di qualche cm, io inspiravo; poi spinse delicatamente e sentii l'ingresso dell'ano di fuoco, mentre espiravo aria. Non capivo perché solo all'ingresso dello sfintere sentivo quella sensazione provata all'inizio con le candele. Mi chiese di dirgli tutto quello che sentivo; con la voce a tratti, ansimante, gli dissi cosa sentivo e del dolore riapparso solo all'inizio del culetto. Mi rispose di osservare bene fra mie gambe. La visione di quel cazzo di nuovo turgido, mentre usciva un pochino, mi faceva estasiare. Mi disse di guardare attentamente mentre usciva ancora di un paio di cm e dirmi se notavo qualcosa. Dopo pochi istanti capii: il suo cazzo, alla radice, era sensibilmente più grosso che in tutta la sua lunghezza; per questo il mio ano era sottoposto ad uno sforzo di allargamento spaventoso. Mi chiarì che la tecnica di sborrare dentro il culo di una ragazza, ancora prima di averlo inserito tutto dentro, era il metodo da lui usato per evitare l'allargamento dello sfintere non ancora allenato, evitando quindi, eventuali picchi di dolore. Sentii di dirgli grazie con le lacrime agli occhi, tanto stavo godendo. Mi chiese di fare un profondo respiro e di stringere i denti; voleva darmi un paio di colpi, dicendomi che era necessario per allargare a dovere il mio ano. Obbedii, sicura che il dolore sarebbe stato superato dal piacere successivo. Non c'è rosa senza spine... Uscì per metà, rientrò tutto. Buttai fuori tutto il fiato a operazione conclusa. Le vene del collo erano gonfie e mi sentii rossa in viso. Mi disse di fare due o tre respiri veloci e uno profondo, trattenendo il fiato e stringendo il fazzoletto che mi diede: rifece la stessa cosa. Fece così, cinque o sei volte. Alla fine ero esausta, il culo in fiamme un calore "dentro" che si propagava sino al viso. Ero senza forze. Mi disse di guardare di nuovo in mezzo alle mie gambe: avevo la fichetta "sbocciata", e notai i muscoli dello sfintere: erano evidentissimi, rossi, il mio culo sembrava un bocciolo di rosa, come i primi delicati petali ripiegati all'infuori per far uscire gli altri. Gli dissi che era uno spettacolo bellissimo, tutto e solo, mio. - Guardali bene -, mi disse - perché dopo cinque o sei rapporti anali questo tuo spettacolo non ci sarà più -. Non capivo. Gli chiesi perché. Mi spiegò, stantuffando leggermente, che lo sfintere si sarebbe reso elastico e che quei muscoli non li avrei più visti, perché erano un po' "interni". Se volevo vederli ancora, mi disse, avrei dovuto, dopo la sborrata nel mio culo, "spingere forte" durante l'uscita del cazzo dal mio culetto a fine rapporto anale. Chiusi gli occhi, lo baciai abbracciandolo forte. Mi sentivo D O N N A. Gli dissi di stantuffare lentamente ma più in profondità; il dolore era equivalente alla seconda candela, quella della ginnastica preventiva al mio al mio sfintere. La cappella si fece strada sempre di più ad ogni sua spinta; il piacere superò il dolore di uno sfintere sottoposto ad un allargamento tremendo. Non so come, riuscì a baciarmi le tettine, che erano diventate stupendamente erette, dure, da... strizzare. Mi feci un lento ditalino alla fica che reclamava attenzioni.- Spingi - li dissi, - non ce la faccio più, fammi venire -. Cambiammo posizione. Mi mise in ginocchio sul bordo del materasso, lui in piedi dietro di me. Il cazzo non uscì mai durante il cambio di posizione. Mi prese alla pecorina. Misi le mani dietro per allargare le natiche e far fuoriuscire di più i muscoli interni del mio culetto. Lui aveva una mano sulle tette e una sulla fica. Io decidevo quanto andare in avanti e indietro. In pratica decidevo quanti cm di cazzo scivolavano e rientravano dentro. Decidevo il mio piacere... Tre o quattro volte la cappella era sul punto di uscire ma, prontamente, Lui dava un colpetto. Gli chiesi se era possibile riprovare la sensazione di entrare di nuovo dentro il mio culetto. - Sarà diverso -, mi disse. Lentamente mi mossi per far uscire del tutto quel cazzo meraviglioso dal mio culetto. Nel momento critico, la cappella forzò l'ano, strinsi i denti, e uscì. Appoggiai la testa sul materasso, come svuotata di forze. Il suo cazzo penzolava sotto di me. Lo osservai senza girarmi, fra le mie gambe. Era gigantesco. - Rimettilo dentro- gli dissi con un filo di voce. Sentii che qualcosa entrava nel mio culetto oramai allargato; guardai: non era il suo cazzo ma con la mano destra entrò con due dita. Le ruotava, entrava e usciva. Nuove sensazioni, nuove delicatezze, nuovo piacere. Cominciò a stantuffare velocemente e l'incavo fra il medio e l'anulare batteva sulla fica. Sensazioni tremende di piacere... Gli dissi di continuare più velocemente. Mi feci una sega alla clitoride. Il "normale" ditalino non mi bastava più. Con l'altra mano mi toccava le tettine, le strizzava e ruotava i capezzoli. Giravo la testa a destra e a sinistra; inarcavo la schiena su e giù, ritmicamente. Velocissimo nel ritmo, entrava e usciva con le dita dal mio culetto almeno tre - quattro volte al secondo. Morsi il cuscino per non urlare; non ce la facevo più. Smisi di farmi la sega, misi le mani sulla testa per tenerla ferma, il respiro non era più regolare, alternavo brevi respiri a profondi respiri. Lui stantuffava velocissimo le dita nel mio culetto allargato, insieme alla fica. Mi palpava tutta. Un vampa di calore, una contrazione delle gambe, il preludio dell'orgasmo, non ebbi il tempo di avvisarlo: urlai con la bocca premuta sul cuscino, con quanto fiato avevo in corpo: - vengoooo, siiiii, vengooooooooooo. Persi quasi i sensi, mi abbandonai, lui tolse le dita dal mio culetto dilatato. Mi rannicchiai. Solo dopo parecchi minuti mi accorsi di aver emesso dalla fica tanta di quella sborrina da non credere. Anche l’olio e la sborra erano usciti dal mio culo. Le candide lenzuola, che avevo comprato per l'occasione, erano intrise della mia sborrina dappertutto. - Quattro a tre- mi disse. Ero venuta quattro volte in due ore e mezza; non orgasmi da ditalini, ma VERI orgasmi da donna inculata. Respiravo come avessi fatto uno sforzo gigantesco. Ero sfinita. Tutto il mio corpo era come indolenzito, ma ero felice. mi sentivo DONNA a pieno titolo. Mi sentivo di far parte di un'elite; di aver fatto una "iniziazione", superata la quale ti era concesso di essere padrona del proprio corpo. Quanta ignoranza avevo subito sino ad allora. Quanto piacere mi era stato privato da tutte le persone che mi circondavano. TUTTI, TUTTI volevano mettermelo nella mia fica, perché avevo 16 anni, perché ero bella, mentre molti altri si sono dati da fare perché non "dovevo" scopare. Il mio desiderio sessuale non doveva esistere, perché tanti non accettavano la mia crescita personale. Ora invece era tutto diverso. Grazie ad uno sguardo e ad una battuta sul lungomare ho incontrato Lui. Stupendamente uomo, sentii subito che aveva molto da dirmi e insegnarmi. Che aveva tutto da perdere se si vantava con altri di avermi sodomizzato, perché la legge vieta i rapporti con minori, figuriamoci la sodomia. Ma io mi sentivo adulta, piena del desiderio di vivere il mio corpo completamente. I ditalini non mi bastavano più. Volevo il maschio, sicuro di se stesso, esperto. Il suo cazzo era ancora duro, soprattutto dopo che mi aveva visto godere la quarta volta. Mi chiese se ero in grado di accettare ancora dentro il mio culetto il suo cazzo. Mi tastai il buco del mio culetto: era come non l'avevo mai sentito; i muscoli anali ancora erano gonfi e li potevo contare uno a uno. Gli dissi di si. Mi misi alla pecorina, mentre Lui irrorò di olio il cazzo turgido; con l'applicatore della confezione per inculate, preso in un sexy shop, inserì una buona dose di olio dentro il mio culo dilatato. Questa, mi disse, doveva essere una inculata di solo piacere. Mi diede il fazzoletto da mordere: era pur sempre una cappella da 50 mm. Morsi il fazzoletto, mi rilassai, Lui appoggiò la grossa cappella e spinse deciso. Buttai fuori tutto il fiato, mi sembrava di essere caduta per terra dal tipo di dolore, spinse una seconda volta, entrò. Feci un respiro profondo. Colpo dopo colpo, lo aiutavo anch'io andando indietro alla pecorina. La cappella riprese a battere "in fondo" del mio culetto. Era fatta. La quantità di olio che aveva immesso nel mio culo era tale da far scivolare il suo grosso cazzo ormai con relativa facilità. Il dolore era ormai scomparso, rimaneva solo il piacere. Stesi le braccia tutte in avanti, gambe divaricate per bene. - Vai -, gli dissi. Stantuffò avanti e indietro con regolarità; 20 cm di cazzo da 50 mm di diametro bisogna solo provarli. I miei stretti fianchi di 16enne erano un' ottimo appiglio per le sue forti mani. Mi sembrava che il mio pancino si gonfiasse e si vedesse l'onda quando il suo cazzo entrava. Avevo questa impressione guardandomi la mia liscia pancia di 16enne. Figuriamoci quando entrerà nella mia fica, pensai. Onde di piacere cominciarono a venire. Avevo il viso di fuoco; sentivo pulsare ogni vena che si può vedere in un corpo. Irrigidii le braccia, alzando il tronco del corpo. Ero nella posizione ottimale per il massimo inserimento. Lui, spingendo, mi dilatava le natiche per guadagnare qualche cm., sentivo la differenza. Stantuffò più velocemente e, dal profondo delle mie budella, una vampa di calore partì, diffondendosi su tutto il corpo. Stavo venendo, ma la mia bocca era come paralizzata. Tutti i miei muscoli, compresi quelli del viso, erano bloccati. Stavo stringendo i denti senza volerlo. L'orgasmo anale, senza altra stimolazione della fica o delle tettine, è DIVERSO dai ditalini. Lui si accorse che stavo venendo, tanto ero irrigidita e stringevo il mio sfintere in modo pazzesco. In tutto il mio corpo solo il cuore sentii muoversi, all'impazzata, come mai l'avevo sentito. Non avevo mai provato la sensazione del mio corpo come totalmente bloccato. Una vampa di caldo di diffuse dal centro della pancia verso le gambe e la testa. Avevo tutte le venti dita ritratte senza volerlo. Una sorta di scossa elettrica partì dal mio culetto, non ce la feci più: senza dire una parola per i muscoli contratti involontariamente, cominciai a dare pugni sul letto, a muovermi senza controllo; non controllavo più i miei movimenti. Sentivo solo le sue mani stringermi i fianchi come una morsa. D'un tratto, finalmente, potei dire - vengo - e, dopo qualche secondo, con tutto il fiato che avevo in corpo, uscì dalla mia bocca un urlo che soffocai nel cuscino, seguito da almeno una decina di - ssiiiiiiiii -. Quasi alla fine del mio potente orgasmo, venne anche lui. La sborra iniettata nel profondo del mio sfintere era una sensazione squassante che mi provocava movimenti incontrollati del bacino. Avevo il viso bagnato di lacrime, non sapevo cosa dovevo dire o fare. Godevo e basta. Strinsi ritmicamente i muscoli dello sfintere mentre il suo cazzo usciva dal mio culo. Mi sentivo adulta e donna a pieno titolo. Avevo vinto tutti i miei tabù. Ci abbracciammo, guardandoci negli occhi. Come sono fortunata, pensai, e ci baciammo lungamente. Rimanemmo così per almeno venti minuti. Mi addormentai con lui che mi guardava e mi accarezzava. Il p i a c e r e c o n t i n u a v a n e i m i e i s o g n i. Questo racconto, cara Amica, per farti capire quanto sia importante trovare un uomo che sappia iniziarti con tranquillità e metodo. L' esperienza non s'inventa. (1) Da informazioni assunte, la sborra ha un'altissima compatibilità con la pelle; è migliore delle più costose creme idratanti; rende la pelle estremamente elastica;previene il formarsi delle rughe e la protegge benissimo sia dal caldo sia dal freddo; se puoi, fatti sborrare sul viso almeno tre volte alla settimana, usando il cazzo come pennello. E' STUPENDO. Assolutamente da fare se il tuo lui ha l'eiaculazione precoce. La seconda sborrata sarà più vicina ai nostri tempi di ragazze. E adesso veniamo al dunque: Alla prima penetrazione anale è opportuno dedicare un tempo adeguato, ad esempio tutto il pomeriggio. Basta ripetere l'irrigazione tre o quattro volte di seguito per avere il canale anale pronto a ricevere il cazzo. Varie sono le tecniche per liberare lo sfintere, (fareste mai un pompino con la bocca piena?), dalla cannula del telefono del bagno, all'apposita peretta, riempita di acqua tiepida e un filo d'olio. Se esegui il lavaggio anale da sola in casa per avere il rapporto in auto, è opportuno che l'ultima peretta sia di dieci o venti cc. di olio da lasciare dentro. Servirà dopo. Le penetrazioni anali non pregiudicano la verginità. Possono essere ripetute varie volte nell'arco dello stesso incontro della stessa giornata (solo quando si e... esperte). Ci si può "preparare" prima dell'incontro con il clistere. Se si desidera, ci si può preparare alle penetrazioni anali, poco prima dell'incontro, con l'inserimento nello sfintere di vaselina, glicerina o olio; per “emergenze” lubrificano bene anche gli stick per labbra screpolate. Ottimo esercizio per lo sfintere è quello di inserire una candela bagnata di olio di 25 -30 mm di diametro almeno, e lasciarla inserita anche un'ora; puoi studiare, guardare la TV o fare le faccende domestiche, lasciando inserita la candela nel culetto; da ripetere più volte nella giornata. Negli incontri successivi e molto bello farsi aiutare per il clistere. Alle prime penetrazioni anali ci si "aiuta", con l'apposita vaselina o olio, inseriti anche dal partner. Una volta iniziate le penetrazioni anali, vanno ripetute con regolarità, per ottenere l'orgasmo già dai primi incontri. Ripetute penetrazioni anali sono in grado di provocare più orgasmi. Le penetrazioni anali danno molta libertà perché non consentono l'inseminazione. Nelle penetrazioni anali, a differenza di quelle vaginali, dopo la prima sborrata si può rimanere dentro e, dopo breve tempo, sentire il cazzo ingrandirsi dentro, provocando sensazioni stupende. La capacità ricettiva dell'ano è equivalente a quella della fica, con una profondità di 20 cm almeno. Per ottenere l'orgasmo già alle prime volte, la clitoride va debitamente smanettata, chiedendo di stantuffare più velocemente poco prima dell'orgasmo. La sborra è lubrificante e lenisce molto la sensazione iniziale. Le ragazze che già hanno rapporti completi, durante la penetrazione anale sentono forte l'esigenza di avere la fica riempita; attrezzarsi quindi di idoneo vibratore, candela, o similare. Durante le penetrazioni anali la fica, anche se vergine, produce molti umori vaginali (sborrina); attrezzarsi adeguatamente di fazzoletti di carta. E’ importante avere rapporti costanti nel tempo dopo la prima penetrazione, almeno due volte alla settimana. Ci si può aiutare anche con candele debitamente sagomante in punta, sempre più vicine al diametro del cazzo, da 30 a 45 mm almeno, per avere orgasmi già dalle prime penetrazioni. La disponibilità alla penetrazione anale è segno di una grande libertà mentale e fisica per la ragazza; si è padrone di se stesse, della propria vita, alla faccia di tutti quelli che ti limitano con la loro ignoranza. Un C A R O saluto con l'augurio che anche Tu, cara Amica, possa diventare padrona del tuo corpo con gli orgasmi anali, che solo maschi veramente esperti sapranno darti. Baci, Anna
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selvatica
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| Bel racconto, dettagliato, ben scritto. Giurin giuretto un giorno proverò tutto questo.. magari non con una candela da 25 mm di diametro, che mi sembra un po' pochino, però del resto, la ragazzina aveva solo 16 anni ed era vergine e gran disinibita, e lui coi suoi 35 ne sa sicuramente più di me... | |
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SirRoss
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| Complimenti vivissimi all'autrice, forse un pò montata nella sua rivendicazione d'indipendenza dalle "convenzioni" e dai "tabù" della sua età però bravissima a scrivere e sicuramente molto sveglia x aver capito come funziona il mondo già a 16 anni. Lui anche ha capito tutto..... | |
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Zora
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kat
said:
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ok... carino... ma un po' noioso e prolisso. si può fare sesso anale anche senza tirarla così per le lunghe!! ghghgh!!! "Nelle penetrazioni anali, a differenza di quelle vaginali, dopo la prima sborrata si può rimanere dentro e, dopo breve tempo, sentire il cazzo ingrandirsi dentro, provocando sensazioni stupende." perchè mai non si potrebbe nelle penetrazioni vaginali??? o.O |
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tiamat
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solo un uomo potrebbe averlo scritto sborrina elucubrazioni su lunghezze e diametri prolissita barbosa e reiterata poca conoscenza della realtà femminile troppo calcare la mano sulla presunta verginità vaginale, come se fosse tutto lecito ma quella no ipocrisia delle ipocrisie alla fine, qualche spunto ma palloso decisamente meglio si fosse limitato ai consigli finali non sapevo se addormentarmi o ghignare leggendo fantastica quella della doccetta ma un bel clistere no? e poi francamente tutto questo prepararsi ecche si deve dare un esame di perizia anale? ma lol |
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marcinkus
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Geo
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Carnaruga
said:
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Allora... ho fatto 2 conti per capire perchè mi è apparso un tantinello ripetitivo e vi rendo partecipe dei risultati. Frequenza delle parole : 5 occorrenze : capezzoli, movimenti, usci, schiena, chiusi, inserimento, chiese, stantuffare, provare, prime, vasca, dita, tante, sarebbe, uscire, sborrata, mise, nuovo, aver, entrava, fuoco, maschio, fiato, bordo, li, ragazza, tempo, fazzoletto, turgido, stato, duro, fianco, denti, parte, momenti, momento, batteva, provato 6 occorrenze :sborrina, facevo, vivere, questa, piccole, fichetta, vergine, minuti, negli, quello, rapporto, via, grande, respiro, nuove, dire, tette, profondo, diverso, fine, canale, istintivamente, velocemente, tabu, dietro, grosso, sinistra 7 occorrenze : indietro, quattro, durante, quasi, fuori, usciva, piedi, diametro, qualche, bocca, tre, quel, spinse, letto, sembrava, subito, prese 8 occorrenze : divaricate, mm, destra, acqua, dello, misi, labbra, farmi, stavo, volta, ragazze 9 occorrenze : vita, orgasmi, cuscino, ritmicamente, quella, sentire, lentamente, viso, penetrazioni 10 occorrenze : sensazioni, questo, grossa, ano, mani, spingere, rapporti, dalla, due, cm 11 occorrenze : feci, avere, muscoli, aveva, miei 12 occorrenze : dolore, all, occhi, anni, quanto, sempre 13 occorrenze : posizione, sega 14 occorrenze : bagno, olio, almeno, volte, clitoride, sborra 16 occorrenze : erano, orgasmo, anale 17 occorrenze : me, sentii, sensazione, ancora, perche, cappella 18 occorrenze : corpo 19 occorrenze : anali, testa 21 occorrenze : disse 22 occorrenze : gambe, dissi 24 occorrenze : sentivo 27 occorrenze : candela 28 occorrenze : mano, sfintere 29 occorrenze : culetto 30 occorrenze : culo, fica 34 occorrenze : piacere 66 occorrenze : cazzo Ahhhh.... ora capisco perchè mi è apparso ripetitivo... ![]() E comunque 'cazzo' batte 'fica' 66 a 30 e se anche sommiano 'culo' a 'culetto' la vittoria spetta ancora al 'cazzo' per 66 a 59. |
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naima
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| era da molto che non postavo commenti, per pigrizia l'ammetto perchè non mi andava di loggarmi di nuovo, ma quando ho letto questa porcheria non ho potuto che avere un sussulto ed ho richiesto la password: è un racconto ridondante, fatto di copia incolla, dove mi pare evidente che chi l'ha scritto non sa neppure cosa sia fare sesso anale ed ancora meno cosa sia fare sesso. il conto delle occorrenze è una raffinatezza e devo dire che i commenti sono più interessanti del racconto. | |
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MINT of Xant
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XVZFreeman
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MENO MALE CHE LA SIGNORINA SEDICENNE ERA ALLA SUA PRIMA ESPERIENZA! ORAMAI VENTENNE AVRA' AVUTO ALTRE ESPERIENZE,TIPO MENAGE A TROIS,O EVENTI SIMILI. SPERIAMO SI LIMITI A FARSI SODOMIZZARE DAL MANDINGO,ORAMAI QUASI QUARANTENNE,ALTRIMENTI CI PROPINA UN MATTONE VERAMENTE PESANTE COMUNQUE COMPLIMENTI A LUI CHE VIENE 3 VOLTE DI SEGUITO !!! SE IL TIPO PUO' DARE INFO,ED EVENTUALMENTE COSA USA DI BELLO,PER GARANTIRE QUESTE PERFORMANCES,GLIENE SAREI GRATO! |
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Puffetta
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Modesty
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MINT of Xant
said:
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Modesty: Il tuo Sesso: f Il tuo Ruolo: switch....nah dom Interessi: cerco l'ago nel pagliaio....looking for instinctive animals Iscritto a ManetteMatte dal: Nov 17, 2003 Manettiano n. 9209 Son proprio contento di vedere che dopo piu di due anni di permanennza su Manette hai finalmente appreso il modo corretto di esprimerti dando dell'idiota cosi' al primo che passa. Ottimo davvero. Considerato che lo hai appreso in poco piu' di un mese dal tuo primo post che risale al maggio scorso sono proprio ebbro di gaudio. Ottimo davvero. Due anni a studiare tutta manette in silezio e poi via con i post nel tono migliore! e poi lo stile... prettamente maschile in modo da non essere seccata in privato da decine di tacchini che, bava sbavanti, si appostano per bombardarti di messaggi. Il tocco di classe e' pero' il tuo annuncio del 14 di febbraio in cui "cerco ragazza/donna complice per regalo di compleanno particolare. deve essere alta e ubbdiente. il resto si vedrà....o meglio al resto ci penso io! si tratta di "di una sola volta". niente che debba per forza avere un seguito. " Sembra scritto da cazzorittopienodisborraperte.... Sei un genio! t'invidio! |
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RoseSofie
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mariemonique
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Premesso che gli orgasmi anali per la sottoscritta non esistono e tutto ciò che è "anale" s'iscrive nella sfera del dolore puro senza ombra di piacere, volevo dire che negli anni '80 avevo parecchie amiche vergini (tra i 20 e i 30 anni) che si facevano solo inculare alla grande, oltre a fare pompini, per preservare la passerina che doveva restare intatta...quindi qualcosa di vero c'è eccome in questo racconto pastiche :-) bye |
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Zora
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tiamat
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infatti qualcosa di vero c e l ipocrisia di chi ritiene la verginità solo un imene intatto per il resto il racconto è ripetitivo,poco veritiero, e piuchealtro è un coacervo di letture e incollaggi e fantasie erotiche senza un riscontro reale, femminile nessuno nega che possa essere piacevole ma nemmeno che possa essere doloroso qua pare che sia una maratona all'acqua di rose benedetti uomini sognatori che divoran troppe pagine delle ore mi domando perchè la scelta di mettere in rilievo una tale banalità, spaciata come lettera femminile con tanti ben piu gradevoli racconti da andarsi a cercare meno evidenziati |
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sweet_lenore
said:
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L'altro giorno il mio Maestro mi ha fatto leggere questo testo, dicendo che c'erano delle cose interessanti... sì, è prolisso, sì è una palla tremenda con tutta quella pappardella della preparazione, e non parliamo dell'uso dei diminutivi come "sborrina" (che mi fanno rabbrividire per l'orrore) però vorrei spezzare una lancia a favore dell'autore/trice, nessuno si è soffermato su un paio di immagini molto belle: "appoggiai la testa sull'altro suo braccio come fosse un tavolino [...] alzai la testa guardandolo negli occhi: mi disse erano diventati umidi dal piacere. Rimisi la testa sul suo braccio e chiusi gli occhi" La mano del Padrone che ti sorregge e ti fa sentire al sicuro, mentre l'altra ti "sevizia"... "Quanto è bello avere un uomo che pensa al tuo piacere e che t'insegna, con la sua esperienza, metodi, posizioni, consigli, al solo fine di dare più piacere che riceverne" Il Maestro che guida la novizia sulla via... |
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molto_docile
said:
Petruchio
said:
discipline
said:
rebirth
said:
MINT of Xant
said:
selvatica
said:
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io credo che i boss che decidono cosa pubblicare o meno abbiano messo apposta questa storia , per stimolare il nostro senso critico, per risvegliare qualche spirito annoiato e, soprattuttto, per provocare la nostra reazione... beh, a quanto sembra, sono riusciti nel loro intento. BRAVI! |
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Persiano
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Iris_schiava
said:
| x me potrebbe anche essere una donna...basandomi sulle delicatezze notate da sweet lenore....cmq......chi se ne frega se è un uomo o una donna??? certo la mia prima inculata fu molto diversa: un test con un dito, lui vide che lui ero più che pronta, e giù di cazzo senza crema......che a quanto pare era superflua...è stata l'estasi. | |
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Larsen
said:
maliarda
said:
maliarda
said:
redlips
said:
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...Bravissima!!! Dopo anni di lettura di Cioè e Top Girl hai capito che la fichetta va conservata con cura. Molto bene...! L'argomento trattato poteva essere interessante per alcuni,peccato che l'esposizione rasenti il ridicolo. Fastidiosissime le pose da "ora si che sono donna". Fastidiose perchè questo tipo di atteggiamenti, invece che incoraggiare la naturale libertà e espressione sessuale,credo riescano a minarla nella sua interezza. Non si diventa donna consapevole a seconda della quantità dei centrimetri provati o a seconda del modo in cui si sono provati. Comunque,se c'è qualcosa di vero...un applauso al 35enne... |
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Daimon_Salle
said:
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