| Da Sade al BDSM |
| Scritto da Taint | ||||||||||||||||||||||||||||
| Mercoledì 25 Aprile 2007 10:57 | ||||||||||||||||||||||||||||
![]() Gran parte delle moderne teorie BDSM si nutrono al capezzolo del concetto di scambio di potere. I Libertini del Castello di Silling, protagonisti delle sadiane 120 Giornate di Sodoma, si rifugiano nel codificare meticolosamente i piaceri violenti che li terranno avvinti nella brumosa solitudine del maniero, salvo poi, col passare dei giorni, diventare preda di una frenesia torturatrice ed omicida che solo nell’acchilimento assoluto vede il proprio fine e giungere cosi’ a superare di slancio le regole da essi stessi date; la pianificazione iniziale, la compartimentazione dei compiti, sono mero esercizio di eccitazione intellettuale, non struttura gerarchica per ordinare realmente la vita nelle sale del castello. Come ha notato Bataille, a Sade non interessava la descrizione tecnicamente perfetta, la letterarieta’ forbita, la poesia dei particolari e men che meno la trama ; l’unica cosa che davvero lo avvinceva, da genuino sadico, era enumerare fino allo sfinimento le possibilita’ di degrado, umiliazione, sottomissione, devastazione del genere umano, senza differenza di sesso, eta’, convinzioni religiose o politiche. Troppo spesso, i presunti sadici avvinti dalle serate festaiole consumano epifanie plebee che alterano il significato concettuale del termine;invece la volontarieta’, per Sade, non ha nulla a che vedere con il dolore da cui un sadico trae il proprio sostentamento emotivo e sessuale. Anzi, per il Divin Marchese il consenso e’ il punto di rottura tra realta’ e finzione, tra sofferenza e gioco di ruolo. Gran parte delle moderne teorie BDSM, a parte poi le ancora piu’ irritanti sfumature tribali o neo-primitive emerse negli ultimi anni sulla scia di Fakir Musafar o Ron Athey , si nutrono al capezzolo del concetto di scambio di potere; relazioni in fondo paritarie, in cui l’intera esistenza e’ alterata, manipolata a proprio piacimento e resa gioco e appunto scambio di pratiche e di posizioni. Le idee stesse sottese all’opera di Terence Sellers ( vedi LA SADICA PERFETTA ) fanno emergere un quadro semi-mistico in cui la consapevolezza sociale è parte integrante e irrinunciabile; il Master o la Domina, in questa visione, non sono altro che guru new age, a cui lo Slave deve informare piu’ che la propria corporeita’ il proprio spirito e la propria devozione, e l’intero movimento BDSM sembra emergere dalle nebbie dell’epoca hippie. Il nerbo di bue che stria di sangue, nel peggiore dei casi, la schiena del gaudente schiavo si sublima nella ricerca di un proprio senso esistenziale che, incredibilmente a dirsi, rende il Dominus una mera estensione della richiesta del proprio servo; e’ lo Slave a chiedere e richiedere determinate pratiche, persino ad imporle, perche’, non lasciatevi traviare da quei lumini di candela, dai dungeon meta-medievali, dalle fruste e dai chiodi, il Master e’ solo il braccio armato, piu’ o meno psicologicamente evoluto, di un volonta’ che discende dal basso e che instaura un sinallagma contrattuale con il proprio schiavo. Questa consapevolezza la si riscontra nel testo THE DOGMA OF GENDER di Patricia Berry, in cui l’autrice non trova di meglio che giustificare la sua pruderie SM nel seguente modo “ La ragione per cui preferisco sentirmi un po’ sporca e deviante è perche’ cio’ preserva il mio senso primordiale, storico. Se queste esperienze di sporcizia e inadeguatezza sono importanti nella formazione della mia specifica personalita’ , secondo quanto afferma la psicologia del profondo, allora tale base e’ sacra nel momento stesso in cui pongo valore in me e nella mia unicita’ “ mentre Pat Califia nel suo POWER EXCHANGE si umilia a scrivere “ il sadomaso e’ una bestemmia erotica voluta, premeditata. E’ una forma di estremismo e di dissenso sessuale “. Il dover dissentire dalle pratiche sessuali canoniche, tanto etero quanto gay, e’ una mera, patetica giustificazione che riduce l’intera pratica BDSM a presa di coscienza della propria insicurezza; un esorcismo culturale per potersi issare sull’altare del gotha intellettuale o in alternativa per poter essere accettati da sedicenti comunita’ underground.
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Jcd
said:
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"Il nerbo di bue che stria di sangue, nel peggiore dei casi, la schiena del gaudente schiavo si sublima nella ricerca di un proprio senso esistenziale che, incredibilmente a dirsi, rende il Dominus una mera estensione della richiesta del proprio servo; e’ lo Slave a chiedere e richiedere determinate pratiche, persino ad imporle, perche’,..., il Master e’ solo il braccio armato, piu’ o meno psicologicamente evoluto, di un volonta’ che discende dal basso e che instaura un sinallagma contrattuale con il proprio schiavo." Più vado avanti, più mi convinco che non potrebbe essere altrimenti. A me piace pensare al power exchange sia quando gioco in come sub che come Dom. Mi piace immaginare proprio di sessere o di avere sotto di me "il gaudente schiavo che si sublima", come tu hai scritto, nella ricerca e nel sentire di un suo vissuto profondo. |
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Taint
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| Il Power Exchange non è un male in assoluto (in fondo ognuno fa ciò che vuole e lo fa per i motivi che preferisce), ciò che lo rende risibile e patetico è proprio il proliferare di pretestuose argomentazioni teoriche che vogliono imporre una visione monodirezionale del bdsm (negli USA è cosa molto più accentuata, anche se questa sorta di new age in nero inizia ad attecchire pure in europa e in italia), una visione però artificiale e abbastanza debole...non a caso tutto il castello di carte che queste teoriche avevano faticosamente eretto nel libro "Ritual Sex" (Kasak Editions) venne annientato da un singolo scritto contenuto nel libro stesso, "Full Blown" di Peter Sotos | |
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xena
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Si, Taint, il BDSM sta prendendo questa "piega" New Age (peggiore dell'esperienza hippie) in quanto teoria dogmatica fondata su riti senza animo e pensieri filosofici da due soldi, provenienti sotto plastica dagli USA e poi ripetuti ad libitum. Si, Sade ci farebbe su una bella risata a vedere i trasgressivi d'oggi proteggere l'acronimo con limiti fissi degni dall'ordine monastico più oscurantista. Grazie per questo testo. |
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Taint
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| tra l'altro sono in arrivo nuovi libri e nuove traduzioni in Italia di libri scritti da Domine "professioniste", il che la dice lunga su questa tendenza...unico libro tutto sommato intrigante di questo genere è "La Puttana Santa", autobiografia di una sociologa, ex avventizia, che divenne dominatrice nei bordelli di Amburgo, ma qui più che altro ad essere interessante è l'esperienza esistenziale della donna non le sue teorie | |
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Sileno
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Analisi che condivido del tutto per la prima parte(le 120 giornate e i relativi accadimenti). Condivido la deriva "new age" che si sta diffondendo ovunque, ma i segnali arrivavano già chiari da parecchio tempo e...ribadisco ancora una volta, questo sito è nato proprio da una visione diversa rispetto a quella deriva. Insomma Taint hai ragione. Solo su un paio di piccole questioni pongo una mia riflessione. 1) Il Sado Maso non può fare a meno del consenso. Ripeto, concordo totalmente che il sado in tal modo diventa solo la parodia della sua stessa origine, ma l'imbocco di quella strada è unico, fermo restando che poi si possono percorrere tante arterie, anche se sempre più spesso le strade stanno diventando quasi obbligate asfaltate ed SSC .2) l'insicurezza; se il tuo ragionamento è legato alla deriva, allora senza meno hai ragione. Tuttavia non si può generalizzare, anzi se mi è consentito, laddove c'è sicurezza si ha il coraggio della sfida financo mordace che tocca i limiti dell'incoscienza. Da ciò che scrivi invece sembrerebbe che TUTTI quelli che fanno SM stiano cercando solo di distinguersi dalla media e non invece che stiano solo seguendo i propri istinti. Ho capito male?. |
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Sileno
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Zora
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Geo
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Pur condividendo noto un errore di fondo. Stiamo parlando di rapporto sm (o BSDM che dir si voglia) o di prestazioni sm? Nel nostro tempo, dove la promiscuità è la regola, dove l'unica ricerca è quella dell' adrenalina, cosa vi aspettate? Non si può prendere alla lettera un libro scritto da prodom; chiaro che loro non possono far altro che ricevere ordini dal basso, devono tenersi i clienti..d'altra parte ci mangiano. Non citiamole quindi come detentrici delle verità !!! Se volete sono solo la punta dell' iceberg, cartine di tornasole che indicano che esiste un sottobosco di slave alla ricerca della pura prestazione. Questo lo si vede pure alle feste, in chat, nei portali e nei blog. Slave che cercano, dom che devono dimostrare di esserlo, rapporti occasionali e fortuiti che non portano a nulla se non al godimento (???) di una sera. Pochi si mettono in gioco per davvero, meno ancora riescono a trovare "l'anima gemella" (non parlo di amore, chiaramente). Quello che si definisce qui power exchange (che a mio vedere è il top in qualsiasi rapporto) si riduce in un triste e squallido scambio di prestazione/denaro, prestazione/dimostrazione di forza, prestazione/cazzo non trovo altro di meglio per sfogare le mie pulsioni. Ma questa è la regola pure nel mondo vanilla; non è che siamo semplicemente figli del nostro tempo? PS (anzi sono, io non mi ci vedo così ) |
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Taint
said:
| Premessa metodologica; lo scritto in questione è parte di qualcosa di più ampio, e non mi riferisco solo al fatto che esso è inglobato in uno scritto più lungo ed organico. Mi riferisco invece alla sua fenomenologia, al fatto che mi è stato conciliato da un episodio che fu , pur nel suo piccolo, una vera epifania; da un lato partecipare ad un evento che col BDSM non aveva nulla a che vedere, un concerto di Whitehouse era-Sotos, e che si trasformò ben presto in qualcosa di lucidamente, crudamente, analiticamente legato alla dominazione e alla sottomissione (mi rendo conto che per chi non conosce Whitehouse, la questione rimarrà nebulosa...ma una risposta esauriente meriterebbe un intero nuovo post), ed il giorno dopo l'intervento ad un evento parigino istituzionalmente BDSM con tripudio di queste teorie e regolette e codicilli appunto istituzionalizzati e resi "moda" o se si preferisce "canone"...il confronto fu inevitabile e tutta la parafernalia teorica BDSM ne uscì, ironia del caso, con le ossa rotte | |
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xena
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MINT of Xant
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De_Sade
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