| Sadismo e Masochismo |
| Scritto da MASCARA | ||||||||||||||||
| Domenica 28 Dicembre 2008 12:27 | ||||||||||||||||
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Dalle discussioni del gruppo Manettematte presente su FaceBook.
Sadismo, una parola che non ci appartiene più. E’ stata come “svilita”, sottratta del suo “significato” filosofico-letterario e quindi della sostanza, del pensiero che portava in sé. Il suo percorso, da quando è stata strappata alla letteratura, la “riferisce” a chi commette crimini efferati, violenze inaudite, ai serial-killer, ai criminali nazisti, agli orrori dei regimi totalitari passati e purtroppo ancora presenti.
Vedi anche Metafisica del Sadismo, di Taint
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Hits: 747 Commenti (4)
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Taint
said:
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Non potrei essere più in disaccordo! D'altronde come si capisce abbastanza agevolmente dal mio scritto sulla Metafisica del Sadismo che è stato (giustamente) messo in relazione al presente articolo, visto che entrambi affrontano la stessa problematica ma con approccio e prospettiva diversissimi, io condivido la preoccupazione del sistematico svilimento concettuale e pratico di certi "termini-mondo" ma pervenendo a conclusioni opposte; "sadismo, una parola che non ci appartiene più"...no, una parola che non ci è mai appartenuta in ambito SM. Agghindato con power exchange, mutuo consenso, approccio semicontrattualismo, solidarismo di cui vedo qui parlare, la pratica sessuale bdsm col sadismo non ha nulla a che vedere. Il sadismo non apparteneva alla letteratura, è stato dalla letteratura sussunto e reso paradigma di un mondo-altro, di un paradiso carnale interiore su cui gettare delle inquisitorie occhiate colme di raggelante silenzio; Sade non crea il sadismo, nonostante poi se ne sia usato il nome, il sadismo pre-esiste al suo mero tipizzatore. Gilles de Rais, la Bathory, il patologico ed il sordido esistevano, semplicemente avevano un altro nome o non avevano nome; l'errore prospettico del pensiero giudaico-cristiano, scaturente dal Logos ed in forza del quale siamo portati a credere che l'innominato non-sia, sta proprio nel non riconoscere dignità ontologica a ciò che non ha nome e che non troviamo inscatolato in griglie preconfezionate. Sottomesso e dominante del BDSM col sadismo non hanno mai avuto nulla a che spartire, e non lo avranno mai se vogliamo mantenere fede al vero concetto del termine-concetto "sadismo"; io non capisco poi per quale motivo si voglia reclamare in modo quasi accorato una normalità, vera o presunta, del bdsm, quasi a renderlo socialmente tollerabile o accettabile. E' un problema che esso sia ascritto al novero delle perversioni ? Ma chi lo ascrive al novero delle perversioni ? Spesso individui che non sanno cosa sia il bdsm e il cui giudizio è tarato in origine... |
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MASCARA
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| No, non sono per niente d'accordo! Non si vincono delle battaglie ideologiche se non si riesce a far diventare 'normale' quello che era considerato 'anormale' per molti. E il modo non è quello dell'indagine storico-sociale sull'esistenza, e da quando, del 'fenomeno' sadismo. Prima di... e qui una sfilza di nomi che tutti bene conosciamo, e potremmo anche rimpolpare... in eccesso. Noi viviamo un tempo oggettivo ma non ne siamo consapevoli perchè iniziamo a contare l'anno 2009 da quel 'P.Ch. natum', dimenticando oltretutto che così è stato deciso 'solo' 500 anni dopo. Nonostante questo, nessuno si sogna di prendere a modello il calendario Maya o quello egiziano per contare il tempo che vive. Questo vale anche per i concetti e per le parole. Siamo relativi! Per lo meno dopo Albert Einstein!!! | |
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Taint
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battaglia ideologica ? E quale sarebbe la battaglia ideologica ? Quella di far passare per normale (quindi, normalizzare...) un modo di vivere la sessualità che la maggioranza (ma sarà poi vero?) percepisce come anormale ? A me sinceramente di essere considerato normale da (e quindi simile a) uno il cui paradigma di normalità è scopare alla missionaria, trasferirsi d'estate a Sharm in compagnia di altre centinaia di buzzurri, considerare "trasgressiva" la narrativa della Santacroce importa poco. Il Bdsm di massa può essere aspirazione per alcuni; a me sinceramente non importa. Non credo ci siano misteri esoterici in certe pratiche (anche se alcune affinità sussistono) e se una persona dii suo ci si avvicina, bè buon per lui; ma non è un mio problema rendere accessibile una certa sessualità al maggior numero di persone. O che questa sessualità sia considerata un amorevole diletto dal mio capoufficio di modo che se ne possa parlare tra un bilancio e un resoconto della struttura aziendale... Tra l'altro "normalizzare" è un verbo che non uso a caso. Generalmente è sinonimo di mettere a tacere ogni spunto interessante, non-conforme alla vulgata comune. E almeno per me è inaccettabile. |
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Vurdak
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Forse l'utopia di coloro che vogliono il BDSM "normalizzato" viene portata avanti dalla speranza che tutti gli esseri umani lo pratichino o ne traggano piacere Concordo con Taint, la famosa "emancipazione BDSM" di per sè non è inutile, ma dannosa. Uno dei piaceri dell'erotismo, come fa giustamente notare anche più di qualcuno, sta nel "proibito". In un mondo dove tutto è permesso a letto, ciò che è non tanto alternativo, ma frutto di una scelta, di una scoperta o di una ricerca diventa automaticamente scialbo e senza senso. |
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